GREST. ESTATE RAGAZZI. OREST.

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GREST. ESTATE RAGAZZI. OREST. Chiamateli come volete, siglateli a vostro piacimento, ma l’esperienza che ormai molti oratorio hanno iniziato è un’occasione fra le più belle e profonde che un educatore può vivere.

Lo dico da prete ma anche da educatore che si accorge di arrivare stanco morto la sera ma fortemente ricaricato e pieno di vita.

Riflettevo sul fatto che l’esperienza dell’oratorio estivo permette davvero uno sguardo a 360 gradi sull’educazione. Un’educazione che ha diverse caratteristiche:

SOCIALE: i genitori di fatto hanno necessità che i loro figli vengano “accuditi” da qualcuno alla fine della scuola. L’oratorio può essere quel luogo sicuro e nello stesso tempo educativo che sostituisce l’opera sociale che comuni ed agenzie educative varie dovrebbero proporre sul loro territorio.

INTEGRALE: i ragazzi che vi partecipano sono svegli e carichi, pronti ad accogliere tutto quello che viene preparato per loro. La proposta educativa, inoltre, parte dal gioco per spostarsi sul ballo, dunque l’educazione del corpo, il teatro ovvero educazione agli affetti ed emozioni, alla riflessione, alla preghiera, al vivere insieme.

CREATIVA: Temi importanti sono presentati attraverso una storia che permette di coinvolgere i ragazzi in prima persona ma anche di trasmettere il messaggio in maniera immediata ed adatta alla loro età, soprattutto senza annoiarli. Durante l’anno, penso soprattutto al catechismo, tutto questo è più difficile.

FORMATIVA: riferendomi cioè alle innumerevoli schiere di adolescenti che si mettono a servizio per rendere questa esperienza bella per loro e per i ragazzi. Per il don o il responsabile d’oratorio, il rapporto privilegiato che durante le settimane si viene a creare con questi adolescenti è intesa educativa capace di creare le basi per il futuro dell’oratorio stesso e per la crescita umana dei giovani animatori.

SPIRITUALE: intendendo con questa accezione la capacità di cogliere in tutto il lavoro che si svolge quel germe divino che fa andare a casa tutti stanchi, arrabbiati a volte per alcune incomprensioni ma comunque pronti il giorno dopo a dare il massimo e farlo al meglio.

Alessandro Digangi

La cocciutaggine sarda, la passionalità siciliana e l'operatività torinese fanno di lui un ragazzo intraprendente e sacerdote creativo. Affascinato dal mondo degli adolescenti e affamato di una vera educazione al bene, è un gran divoratore di libri e scrittore dalla penna fresca e pungente, che non si stanca mai di prendere spunto dalla poesia di Baglioni.

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