Ehi, io sono pronta e tu?

Sto per uscire di casa. Fammi fare un’ultima controllata generale e poi possiamo andare.

Mi sembra ci sia proprio tutto…

Lo ZAINO è fatto, è chiuso. Dentro penso di averci messo tutto – e forse addirittura troppo – ma poco importa: il peso sulle spalle mi ricorderà chi sono e da dove vengo, l’attrito degli spallacci la mia fragilità, la cinta lombare, invece, la certezza che non sono sola nel cammino e che c’è qualcuno disposto a condividere con me la fatica. Sì, lo zaino è pronto e spero di poterlo svuotare una volta arrivata, per riempirlo al ritorno solo di volti, emozioni, esperienze, lacrime e risate.

Le SCARPE sono allacciate saldamente ai piedi. Non un paio nuovo, perché rischierebbe di far male, rischierebbe di farmi arrivare a destinazione con il volto di chi già tutto sa, già tutto conosce e nulla ha da cui farsi sorprendere. Ho le mie vecchie scarpe in tela, non logore certo, ma vissute abbastanza per essere comode, per ricordarmi di arrivare così come sono alla partenza, chiuse abbastanza per proteggere paure e difficoltà. E se dovessero rompersi? So di avere con me un paio di sandali: aperti, drammaticamente aperti alla strada e al mondo. In quel caso non potrò scappare, solo continuare a camminare.

La CROCE…bhè ho la fortuna di averla nera, indelebile sull’avambraccio. Non posso perderla, non posso dimenticarla in giro, non posso ignorarla e neppure completamente celarla. Ma non è perfetta… Il braccio orizzontale tutto sommato va bene, è netto e ben definito: non sono sola nella fede, ci sono altri che camminano con me ed è nell’abbraccio con chi mi sta accanto che devo dare il meglio di me, perché è in questo che si è testimoni. Quello verticale, che porta a Dio, è un po’ sbiadito, impreciso, no perfettamente lineare: la strada è tutta in salita, difficile, piena di imprecisioni e deviazioni. Ma la croce è indelebilmente lì, a ricordarmi per chi umilmente lavoro.

Non hai bisogno di averla come la mia, ti basterà semplicemente averla dietro, e diventerà l’ancora migliore.

Il  CAPPELLO è lì, appeso allo zaino, pronto per essere indossato. Immensamente blu. Forse a ricordarmi che ho sempre un po’ di cielo ed Infinito sopra la testa? Può darsi, spero sia così. Quel cappello so che mi proteggerà dal sole e cercherà di evitare che prenda abbagli; so che sarà ristoro fresco per il mio capo, per rinfrescare la mente ogni qual volta sarà in surriscaldamento per le mille domande, i mille pensieri e i milioni di interrogativi; so che dovrà bene essere fissato sotto il mento, perché ci vuole anche un po’ di testa e di ragione, non solo pancia e cuore, quando ti ritrovi a tu per Tu.

La BANDIERA…Quella proprio non potevo lasciarla a casa. La bandiera fa casa e famiglia, dà sicurezza e orgoglio. Ma cosa sarà la mia bandiera in mezzo a milioni di altre? Perché la mia dovrebbe aver più valore di quella altrui? E allora sarà grazie a milioni di altri colori se riuscirò a non sentirmi sola in un’ altra nazione. Sarà regalando il tricolore che donerò un po’ di me a coloro che incontrerò…a patto che loro mi lascino un po’ dei loro colori. E ti svelo un segreto: in fondo allo zaino ho ben più di una bandiera pronta per essere scambiata.

Un po’ di CARTA e PENNA. Non possono certo mancare. Non so cosa ascolterò, quali frasi mi colpiranno, quelli sensazioni avrò da mettere nero su bianco o quali domande da appuntarmi. Di una cosa sono certa – o almeno così spero: qualcosa accadrà o qualcuno mi parlerà ed io non potrò far altro che rendere eterno quello che ho vissuto. Sarà lì per essere riletto una volta tornata a casa o magari fra 10 anni, ma sarà lì per ricordarmi che qualcosa è accaduto e che ora è indelebile nella mia storia.

Ok! check list completata. Non manca nulla.

Farò FATICA, sarà un CAMMINO lungo tra FEDE e  RAGIONE, in cui non potrò che metterci PASSIONE per cercare di trovare un po’ la mia VOCAZIONE.

Dai, partiamo! Ci vediamo a Cracovia!

Io sono pronta e tu?

 

Francesca De Negri

Dinamica, solare e fin troppo iperattiva, cresce tra il cortile e le aule dell’oratorio, dove oggi, tra le mille cose, è anche educatrice di un gruppo di adolescenti. Appassionata di educazione (che purtroppo anche studia!), ama la fotografia e viaggiare ovunque ci sia qualcosa di Bello da scoprire…in poche parole una sognatrice pratica e creativa.

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