125° dell’apertura dell’Oratorio San Luigi
di Tortona

2 febbraio 2017
Festa della Presentazione
del Signore al Tempio

Carissimi confratelli,

Il 3 luglio prossimo si commemora il 125° anniversario dell’apertura dell’Oratorio San Luigi di Tortona. Un avvenimento che celebreremo con molta gioia e in clima di rendimento di grazie al Signore. Lo sappiamo: questa iniziativa è collegata con le origini della nostra grande famiglia religiosa e laicale. La data, tanto cara a tutti, quest’anno acquista anche maggiore rilievo, poiché stiamo vivendo il cammino di preparazione al prossimo Sinodo dei Vescovi che ha per tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. La coincidenza dei due avvenimenti è provvidenziale: li vogliamo accogliere come un invito a rinnovare generosamente l’impegno apostolico in favore dei giovani.

Ricordiamo come Don Orione viveva questa ricorrenza:

Oggi è il tre luglio! – Che bella data! Grande data quest’oggi per me, o miei cari! Quanti anni sono passati da quel 3 luglio; ma il ricordo mi stà ancor vivo dinanzi, come fosse ieri. Ero chierico e custode del duomo: Vescovo di Tortona era Mons. Bandi, ancora al principio del suo episcopato. I ragazzi e giovanetti che mi si serravano attorno erano tanti, alcune centinaia: ce n’erano delle elementari, delle tecniche, del ginnasio e un bel gruppo che già lavorava. Non si potevano più tenere: non capivano più nella mia cameretta, là in alto, sul voltone del duomo, l’ultima: non si potevano tenere in cattedrale, perché correvano sù e giù, da tutte le parti, non ci stavano più. […] La Piccola Opera della Divina Provvidenza, nata da quel primo Oratorio festivo, e la primizia di quei ragazzi, già era stata offerta e, direi, consacrata al Signore, ai piedi del Crocifisso che ora sta al santuario, durante la settimana precedente” (03.07.1936).

Luigi Orione aveva venti anni quando aprì l’Oratorio San Luigi. Poco tempo, se si vuole, per ottenere la maturità, e tuttavia sufficiente per coltivare quel tipo di amicizia col Signore che porta al dono di sé e all’impegno per gli altri. Quella tappa è stata marcata a fuoco dai grandi ideali e dai forti cambiamenti ecclesiali e sociali. E fu proprio in quel periodo di scelte coraggiose che il giovane cuore di Luigi si immerse in Dio, e il suo sguardo si riempì di molti volti: quelli dei bambini e degli adolescenti che popolavano le strade di Tortona. E da allora nulla fu come prima, sia nella vita di Luigi come in quella di tutti coloro che si lasciarono coinvolgere dal suo zelo apostolico. Il nostro Fondatore è stato un vero viandante della fede e della carità, felice di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!

L’apertura dell’Oratorio San Luigi fu significativa perché diede inizio ad una azione importante in favore della gioventù, mettendo in evidenza un atteggiamento originale verso il mondo giovanile. Luigi Orione, giovane tra i giovani, volle, con essi, vivere una forte esperienza di Dio, di Chiesa e di rinnovamento sociale.

Sappiamo che vi sono alcune caratteristiche che riguardano tutti i giovani: il desiderio di comunicare e di essere protagonisti nella realizzazione dei propri sogni; il bisogno di lavorare per ottenere la giustizia e il bene comune; l’impegno per abbattere ogni frontiera, per abbracciare tutti, senza distinzioni e divisioni.

L’Oratorio Festivo fu avviato con questi criteri; infatti il suo primo membro fu un ragazzo cacciato via dal catechismo, un certo Mario Ivaldi. Poi seguirono tanti altri, desiderosi di vivere un’esperienza nuova, affascinati da quel giovane seminarista che non solo dava caramelle, tempo e allegria, ma offriva loro la cosa più preziosa che aveva: la sua vita consacrata a Gesù. Tale caratteristica fondazionale segnò non solo l’apertura di questa proposta in favore del mondo giovanile, ma anche la natura e l’orizzonte di tutto quello che sarebbe venuto dopo. “La nostra Congregazione – scriverà più tardi Luigi Orione – è per i più poveri e ha un profilo essenzialmente umile, artigiano, popolare e papalino” (Scr. 59,27).

L’Oratorio San Luigi, e con esso la nostra Famiglia religiosa e laicale, iniziò vicino agli ultimi, agli emarginati. Oggi diremmo vicino a quelli che stanno nelle periferie esistenziali. La ragione era evidente ed è anche attuale: partire dagli ultimi per abbracciare tutti! L’iniziativa, d’altra parte, era impregnata da un vero spirito ecclesiale. Luigi cominciò l’Oratorio San Luigi in piena sintonia col vescovo Monsignor Igino Bandi, desideroso anche lui di far sperimentare la maternità della Chiesa a tutti i giovani della diocesi di Tortona. L’Oratorio fu il segno concreto che il cuore della Chiesa, quando è collocato in mezzo ai più poveri, batte più forte.

Sappiamo inoltre che non tutto fu come Luigi Orione l’aveva pensato. Neanche ad un anno dalla sua apertura, l’Oratorio San Luigi, per diverse ragioni, fu chiuso. Non rifletteremo mai abbastanza sull’immenso dolore provato dal giovane chierico in quel momento! Tuttavia sappiamo che esso gli permise di vivere l’esperienza di una grande consolazione, con orizzonti più ampi e ispiranti, tutti sintetizzati nel famoso sogno della Madonna del Manto Azzurro. Il nostro giovane Fondatore visse anche l’esperienza comune ai giovani: i grandi sogni sono la feconda risposta a processi spirituali intensi, normalmente marcati anche da una fede provata. Con l’ascolto attento e la risposta generosa, l’azione che iniziò dagli ultimi per abbracciare tutti, ha spalancato le porte a una grande famiglia per la Chiesa e per il mondo. Così l’ha scritto il nostro Fondatore:

Cari miei figli, ho voluto, oggi 3 luglio, ricordarvi quel primo Oratorio e quella prima fatica, non solo perché mi aiutiate a dar grazia al Signore, ma perché riflettiate bene che la Piccola nostra Congregazione è nata da un Oratorio Festivo: un Oratorio di giovanetti è stata la pietra angolare della nostra Istituzione. E la SS. Vergine, in momenti, allora, di grande afflizione e di viva persecuzione, maternamente si degnò prendere fin d’allora, sotto il suo manto celeste, non solo l’Oratorio – del quale avevo posta in Sue mani la chiave – , ma tutta la moltitudine, senza fine, dei Figli della Divina Provvidenza che sarebbero venuti poi, di ogni genere e colore” (03.07.1936).

Oggi vogliamo celebrare questa data con gli stessi sentimenti che caratterizzarono quel memorabile 3 luglio del 1892, ascoltando attentamente la voce del Signore che risuona nelle voci dei giovani, specialmente di quelli che non sentono che Dio è vicino a ciascuno di loro. Come realizzare questo? Innanzitutto destinando il nostro tempo per stare in mezzo a loro, ravvivando così l’esperienza che diede origine alla famiglia orionina. Poi affinando continuamente la propria sensibilità alla luce dello Spirito, per aiutarli a scoprire la peculiarità della propria vocazione e missione personale. E infine rallegrandoci di mantenere vivo con essi lo stesso spirito che animava il giovane Orione.

Nella famiglia orionina, molte persone lavorano per il bene dei giovani che frequentano i nostri Oratori, le parrocchie, le scuole, le opere di carità, e tante altre realtà apostoliche. Ma siamo anche coscienti che tutti dobbiamo avere uno sguardo speciale verso quell’altra immensa maggioranza di giovani che non stanno tra noi ma che cercano ugualmente il Signore Gesù. Il nostro Fondatore c’incoraggia ad andare incontro ad essi, condividendo la nostra esperienza di Gesù. Ed è importante lasciarci interpellare dalle loro domande, dai loro dubbi perché ci aiutano a vivere in modo autentico il messaggio del Vangelo. Anche il documento preparatorio del Sinodo pone l’accento su tre verbi che sono tutto un programma: “incontrare, accompagnare, prendersi cura”.

Che la celebrazione di questa data non ci trovi con le braccia incrociate! Molto si sta già facendo, ma molto di più si può ancora fare! Se non esiste un Oratorio giovanile nelle nostre comunità, impegniamoci a convocare i giovani e iniziamone uno. Ma forse abbiamo già provato e non funziona… Allora insistiamo! Tutti noi abbiamo bisogno di ravvivare insieme ai giovani lo spirito dell’Oratorio San Luigi! Usciamo fuori dai nostri schemi preconfezionati, incontrando i giovani lì dove sono, adeguandoci ai loro tempi e ai loro ritmi. Andiamo oltre il limite visibile delle nostre comunità per incontrare quelli che cercano Dio, senza sapere che Egli li ha già trovati! Prendiamo forza e coraggio da quanto Don Orione scrisse in 1907:

Volete forse il segreto per guadagnarvi l’affetto e trascinarvi dietro le turbe dei ragazzi? – Eccovelo, il grande segreto: vestite la carità di Gesù Cristo! […] Ripieni di questa carità, andate in cerca dei fanciulli che la domenica specialmente vanno errando per le vie e per le piazze, guadagnateli con questa carità: non stancatevi mai, dissimulate i difetti, sappiate soffrire e compatire tanto. Abbiate un sorriso, una parola soave, amabile pertutti, senza differenze, o figli miei, fatevi tutti a tutti per portare tutte le anime a Gesù. Siate pronti per un’anima a dare la vita e a dare mille vite per un’anima! Colla dolcezza di Gesù voi, o cari figliuoli, vincerete e guadagnerete tutti i fanciulli del vostro paese. La carità del Signore Nostro Crocifisso, ecco il segreto, o anime dei miei figli e de’ miei fratelli, ecco l’arte di tirare a noi, di toccare i cuori, di convertire, di illuminare e di educare i fanciulli, speranza dell’avvenire e delizia del Cuore di Dio! Carità viva! Carità grande! Carità sempre! e rinnoveremo la gioventù! […] Carità viva! Carità grande! Carità sempre! Colla carità faremo tutto, senza Carità faremo niente! Oh vieni! o carità santa e ineffabile di Gesù e vinci e guadagna il cuore di tutti e vivi grande e affocata nella povera anima mia!

Alcune iniziative sono già in programma per quest’anno, e si vivranno sotto il segno della celebrazione del 125° anniversario. Ricordiamone alcune. L’incontro latinoamericano di Giovani (ELAJO) che si celebrerà dal 20 al 23 di luglio a Cotia (Brasile). Gli incontri di giovani che si organizzeranno in Italia, in particolare il 1 e 2 di aprile a Tortona. Il Meeting dei Giovani, dal 23 al 26 di luglio a Foggia. Il pellegrinaggio giovanile che si svolgerà nel mese di agosto in Romania. Le missioni popolari e le azioni di volontariato in diverse comunità dell’Argentina, Paraguay e Cile. La celebrazione della Pasqua dei Giovani nel cammino di Santiago, a Madrid. La Festa dei Giovani nel mese di agosto in Polonia. Le tre Giornate dei Giovani Orionini, che si celebreranno in Togo, Burkina Faso e Costa di Avorio… E infine tante altre che, di sicuro, con la creatività orionina, riusciremo a programmare insieme. Nelle circostanze odierne è necessario avere il coraggio di portare a termine azioni semplici, possibili, ma piene di carità e di significato.

La Congregazione, nata dalla vita di un giovane tra i giovani, potrà assicurare la sua esistenza solo se non abbandonerà il mondo giovanile, facendo di tutto per non tradire i sogni che le diedero origine. Imploriamo la benedizione del Padre Fondatore su ciascuno di noi, per andare per le strade e per le piazze, portando a tutti il fuoco della carità, sempre viva, perché donata a piene mani.

 

Don Tarcisio Vieira
Direttore Generale

Don Fernando Fornerod
Consigliere generale incaricato
della Pastorale giovanile-vocazionale

Francesca De Negri

Dinamica, solare e fin troppo iperattiva, cresce tra il cortile e le aule dell’oratorio, dove oggi, tra le mille cose, è anche educatrice di un gruppo di adolescenti. Appassionata di educazione (che purtroppo anche studia!), ama la fotografia e viaggiare ovunque ci sia qualcosa di Bello da scoprire…in poche parole una sognatrice pratica e creativa.

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