Ho desiderio di adolescenza

Le prime volte e le prime scelte.
Il “bella frate” e “c’hai una paglia”.
Le studiate a notte tarda e il 4 tattico.
I compiti copiati e Splash latino.
Il compagno di banco e il secchione.
Il “oggi non interrogo” e la campanella.
Scazzi e sbatti vari.

La compagnia, la tipa figa e il bomber.
Le feste, l’arco e Pagano. L’ “oggi non bevo” e il Belvedere.
Le partite della domenica mattina. Le schedine vinte e il Sassuolo.

“L’ultimo accesso alle..” e il porco diaz.
L’oakley a specchio e i carhartt.
Il mal di testa post sbronza e i viaggioni mentali.
La tipa della sera e la tipa della vita…
ma Dio io me la godo e sto vivendo al meglio la parte più bella della vita.
#adolescenza

Diretto, profondo, puro. Si chiama Virgilio. Scrive poesie. Ha 17 anni e profuma di adolescenza. In realtà non lo conosco bene, è amico di un altro amico, e la nostra amicizia – per ora – ha sede solo su facebook. 
Inciampando per caso sui suoi versi, capaci di fotografare un’età della vita così bella come l’adolescenza, li ho fatti miei ed imparati a memoria.
In poche righe Virgilio mette a nudo gli ingredienti della vita di un adolescente, quei valori per cui ogni ragazzo è capace di soffrire, battersi ed abbattersi: amore, felicità, libertà; tra “scazzi e sbatti vari”, in relazioni complicatamente semplici, cercando di vivere “al meglio la parte più bella della vita”.

Anzitutto, amare è bello, è la via per essere felici. Però non è facile, è impegnativo, costa fatica. L’amore è sempre concreto. Chi non è concreto e parla dell’amore fa una telenovela, un teleromanzo. Alla vostra età emerge in voi in modo nuovo anche il desiderio di affezionarvi e di ricevere affetto.  C’è sempre la tentazione di inquinare l’affetto con la pretesa istintiva di prendere, ma ogni cosa, se la si stringe troppo, si sciupa, si rovina: poi si rimane delusi, con il vuoto dentro. La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è una “app” che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore.  La libertà è un’altra cosa. Libero è chi sa dire sì e sa dire no. L’amore non si realizza perché ne parliamo, ma quando lo viviamo: non è una dolce poesia da studiare a memoria, ma una scelta di vita da mettere in pratica!

Diretto, chiaro, vicino. Si chiama Francesco ed è il Papa. Ha 79 anni e mi piace molto. Ho avuto la fortuna di ascoltare le parole che ho riportato sopra durante il Giubileo dei ragazzi,  mi ha colpito la sua conoscenza del mondo giovanile, il suo modo di comunicare con loro con lo stesso linguaggio e la capacità di educare partendo dal contemporaneo.
Da una parte Francesco, dall’altra Virgilio: c’è chi incoraggia e chi ricerca; chi indica e chi cammina; chi sogna e chi cerca di lasciare un segno.
L’adolescenza età della ricerca di valori profondi, veri e radicati;  periodo folle per chi la vive, emozionante e massacrante per chi educa. Anch’io ho desiderio di adolescenza, di progettare senza troppe infrastrutture, di sognare senza il senno di poi ma mi accontento di stare in mezzo a loro fra responsabilità affidate ma accompagnate, abbracci virili e strigliate fraterne, affetti veri mai complici. Contento si stare loro davanti per guidarli, a volte dietro per spingerli, il più delle volte in mezzo per camminare con loro.

don Ale

Alessandro Digangi

La cocciutaggine sarda, la passionalità siciliana e l'operatività torinese fanno di lui un ragazzo intraprendente e sacerdote creativo. Affascinato dal mondo degli adolescenti e affamato di una vera educazione al bene, è un gran divoratore di libri e scrittore dalla penna fresca e pungente, che non si stanca mai di prendere spunto dalla poesia di Baglioni.

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