Riflessioni sul Sinodo: occasione per cambiare ciò che separa la Chiesa dai giovani

Francesco: la speranza ci interpella, ci smuove e rompe il conformismo del “si è sempre fatto così”
Il Papa ha esortato a “rovesciare le situazioni di precarietà, di esclusione e di violenza, alle quali sono esposti i nostri ragazzi. I giovani ci chiamano a farci carico insieme a loro del presente con maggior impegno e a lottare contro ciò che in ogni modo impedisce alla loro vita di svilupparsi con dignità. Esigono una dedizione creativa, una dinamica intelligente, entusiasta e piena di speranza e soprattutto ci chiedono, di non lasciarli soli nelle mani di tanti mercanti di morte che opprimono la loro vita e oscurano la loro visione”.
Questo invito è stato il cuore dell’omelia di papa Francesco nella Messa di apertura del Sinodo di mercoledì 3 ottobre.
“Che lo Spirito ci dia la grazia di essere Padri sinodali unti col dono dei sogni e della speranza, perché possiamo, a nostra volta, ungere i nostri giovani col dono della profezia e della visione; ci dia la grazia di essere memoria operosa, viva, efficace, che di generazione in generazione non si lascia soffocare e schiacciare dai profeti di calamità e di sventura né dai nostri limiti, errori e peccati, ma è capace di trovare spazi per infiammare il cuore e discernere le vie dello Spirito”. Con questo auspicio Francesco aveva iniziato l’omelia della Messa di apertura del Sinodo alla presenza dei 267 padri sinodali. “È con questo atteggiamento di docile ascolto della voce dello Spirito che siamo convenuti da tutte le parti del mondo”, ha detto il Papa.
“Oggi, per la prima volta, sono qui con noi anche due confratelli vescovi dalla Cina continentale. Diamo loro il nostro caloroso benvenuto. L’intero Episcopato con il Successore di Pietro è ancora più visibile grazie alla loro presenza”. Il tributo ai nuovi arrivati – monsignor Giuseppe Guo Jincai, vescovo di Chengde, e monsignor Giovanni Battista Yang Xiaoting, vescovo di Yan’an – è stato reso possibile anche grazie all’Accordo provvisorio firmato nei giorni precedenti a Pechino.
Il Papa ha proseguito esortando a rovesciare le situazioni di precarietà ed esclusione a cui sono esposti i giovani: “Uniti nella speranza cominciamo un nuovo incontro ecclesiale capace di allargare orizzonti, dilatare il cuore e trasformare quelle strutture che oggi ci paralizzano, ci separano e ci allontanano dai giovani, lasciandoli esposti alle intemperie e orfani di una comunità di fede che li sostenga, di un orizzonte di senso e di vita”.
“I giovani, frutto di molte delle decisioni prese nel passato, ci chiamano a farci carico insieme a loro del presente con maggior impegno e a lottare contro ciò che in ogni modo impedisce alla loro vita di svilupparsi con dignità”, è lo scenario delineato dal Papa.
Per il Pontefice è necessario tanto ascoltare Dio quanto ascoltare la gente.“Il dono dell’ascolto sincero, orante e il più possibile privo di pregiudizi e condizioni ci permetterà di entrare in comunione con le diverse situazioni che vive il Popolo di Dio”. Ne è convinto il Papa che, citando le parole pronunciate durante la Veglia del Sinodo sulla famiglia, ha esortato ad “ascoltare Dio, per ascoltare con Lui il grido della gente; ascoltare la gente, per respirare con essa la volontà a cui Dio ci chiama”.
“Questo atteggiamento ci difende dalla tentazione di cadere in posizioni elitarie, come pure dall’attrazione per ideologie astratte che non corrispondono mai alla realtà della nostra gente”, ha garantito Francesco, ponendo “questo tempo sotto la materna protezione della Vergine Maria. Che lei, donna dell’ascolto e della memoria, ci accompagni a riconoscere le tracce dello Spirito affinché con premura, tra sogni e speranze, accompagniamo e stimoliamo i nostri giovani perché non smettano di profetizzare”.
“Molti di noi erano giovani o muovevamo i primi passi nella vita religiosa mentre terminava il Concilio Vaticano II”, ha poi detto il Papa rivolgendosi ai padri sinodali. “Ai giovani di allora venne indirizzato l’ultimo messaggio dei Padri conciliari. Ciò che abbiamo ascoltato da giovani ci farà bene ripassarlo di nuovo con il cuore ricordando le parole del poeta: ‘L’uomo mantenga quello che da bambino ha promesso”, è stata la citazione finale su Hölderlin.
Io ero presente anche in sala Nervi sabato 6 ottobre. In tale occasione una ventina di giovani hanno brevemente esposto le loro storie e le loro richieste alla Chiesa odierna. Particolarmente toccante la supplica di una ragazza pakistana che ha chiesto cosa stia facendo la Chiesa per soccorrere i cristiani perseguitati nel suo paese. Molto bello è stato notare con quale attenzione il Papa ha ascoltato tutti e ha avuto una parola di sostegno per tutti.
Per il momento dunque le aspettative sono positive. Staremo a vedere i successivi sviluppi, ora che le sedute sono terminate e si attende la sintesi finale per mano del Pontefice.

P. Cardinali

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