Alejandro, un giovane appartenente alla Pia Società di San Gaetano,
ci racconta qualcosa della sua vita

Parlaci un po’ di te, cosa hai fatto nella vita prima di entrare in seminario, cosa fai adesso? 
In Guatemala ho frequentato la scuola magistrale e poi dal lunedì al venerdì insegnavo  in 3 elementare, mentre il fine settimana studiavo pedagogia all’università. Ma poi a 19 anni sono entrato in seminario.

Cosa ti ha spinto ad entrare in seminario?
Mi ha spinto soprattutto un’inquietudine. Da un paio di anni facevo accompagnamento vocazionale, cioè attraverso l’aiuto di un sacerdote cercavo di capire a cosa il Signore mi stava chiamando, ma non ero molto convinto! Ciò che mi spingeva era la voglia di fare qualcosa di più nella mia vita: ero felice con quello che facevo ma mi mancava qualcosa. 

Perché hai scelto questa congregazione e cosa rappresenta per te? Qual è il suo carisma?
Questa Congregazione è stata fondata da don Ottorino, un sacerdote della diocesi di Vicenza. Il carisma della Congregazione è di essere religiosi pastori, cioè religiosi che vivono in comunità con i voti di povertà, castità e obbedienza e si occupano della cura pastorale, cioè vivono nelle comunità come pastori, avendo particolare attenzione ai giovani e al mondo del lavoro. Ma non tutti sono sacerdoti perché alcuni sono diaconi permanenti. Quindi come sacerdoti e diaconi permanenti animiamo la vita della comunità, la vita parrocchiale.

Torneresti indietro?
No! Mi sento dentro questa famiglia, mi sento parte di questa vocazione e sento che questo è quello che Dio ha messo nel mio cuore, nella mia vita e lo accolgo e lo accetto con gioia per portarlo avanti.

Cosa vuoi dire ai giovani che hanno paura di dedicarsi al Signore?
Di non avere paura. Concretamente il Signore è quello che non ti abbandona e non ti lascia mai. Lui si prende sempre cura di noi, ci aiuta nel cammino della vocazione, ci dona il conforto e l’aiuto necessario per affrontare le difficoltà della vita. La vocazione se si vive con il Signore è una cosa meravigliosa! Ma, come dice il mio fondatore, se la si vive come una professione, è il peggiore dei lavori. La questione è semplice: non bisogna avere paura di amare il Signore e bisogna permettergli di avere cura di noi.

Quindi vale la pena spendere la propria vita per Cristo?
Certo!

Related Posts

Latest Stories

Search stories by typing keyword and hit enter to begin searching.