Oggi ci viene raccontata la storia di un sacerdote argentino che ha scoperto nell’incontro con Qualcuno la strada per la felicità.

Nel 1953 aveva quasi 17 anni e la sua fede si era un po’ appannata. Il 21 settembre, tradizionale giorno della Festa dello studente e memoria liturgica di san Matteo, aveva deciso di fare un salto in chiesa, dove incontrò padre Duarte, un sacerdote che non aveva mai visto prima, ma che gli trasmise la sensazione di una grande spiritualità. Si confessò da lui, e in quei momenti percepì nel cuore la chiamata a diventare sacerdote. “Fu lo stupore di un incontro con qualcuno che ti sta attendendo”, ha raccontato. La certezza di questa vocazione non ebbe però immediatamente seguito. Per qualche anno, ottenuto il diploma come tecnico chimico, continuò a lavorare in un laboratorio di analisi degli alimenti.
A vent’anni, improvvisa, la malattia: una gravissima polmonite. Febbre altissima, tre giorni trascorsi fra la vita e la morte, medici impotenti, poi un’operazione per asportare la parte superiore del polmone destro. Ma furono necessarie dolorose terapie per far tornare la situazione alla normalità. In quel difficile tempo, la suora che lo aveva preparato alla Prima Comunione fu l’unica a fargli comprendere il senso di quella sofferenza: “Stai imitando Gesù”. Il nome della suora era Dolores Tortolo. E alle consorelle pronosticherà: “Lui salirà molto in alto”. Poco dopo,
la decisione di entrare nel seminario di Buenos Aires.
L’11 marzo 1958 entra nel noviziato della Compagnia di Gesù.
In famiglia accolsero questa decisione con sentimenti diversificati: il papà fu contento, la mamma meno.
La più felice fu la nonna, che proruppe in un “Bene, se Dio ti chiama, che sia benedetto”, e poi aggiunse con sano realismo: “Comunque non dimenticare che la porta di casa è sempre aperta”. Aveva da poco compiuto 21 anni e nella Compagnia di Gesù lo attendeva un lungo cammino. Dapprima lo inviarono in Cile per acquisire le basi degli studi umanistici.

Nel 1963, di ritorno in Argentina, conseguì la laurea in Filosofia poi continuò gli studi di Teologia, ottenendo anche questa laurea nel 1970.
Il 13 dicembre 1969 fu ordinato sacerdote.
Anche la mamma si convinse della bontà della sua vocazione e si mise in ginocchio davanti a lui per chiedergli la benedizione.

In quel giorno la nonna gli consegnò una lettera che papa Francesco custodisce nel breviario, con gli auguri che ella aveva voluto riservare a tutti i suoi nipoti: “Abbiate una vita lunga e felice. Però se in qualche giorno il dolore, la malattia o la perdita di una persona amata vi colmeranno di sconforto, ricordatevi che un sospiro dinanzi al Tabernacolo, dove sta il martire più grande e augusto, e un’occhiata a Maria, che si trova ai piedi della croce, potrà far cadere una goccia di balsamo sulle ferite più profonde e dolorose”.

Si… Hai letto bene… questa è la storia di Jorge Mario Bergoglio che tutti ormai conosciamo come Papa Francesco.
















Tratto dal libro Papa Francesco.
La vita e le sfide, l’articolo di Saverio Gaeta (da Famiglia Cristiana) riporta il capitolo relativo alla vocazione di Jorge Mario Bergoglio.

http://www.parrocchiadonbosco.it/papa-francesco/

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