Se domenica scorsa avete seguito la diretta Facebook sulla nostra pagina, avrete visto che un giovane di 26 anni ha scelto di dire un sì per tutta la vita. Oggi lo abbiamo intervistato per capire qualcosa di questa scelta!

Chi sei? Presentati….
Sono Neculai Marius Tiba, sono un giovane religioso di don Orione, da poco professo perpetuo, che ha fatto la prima professione nel 2014 a Tortona. Vengo dalla Romania, da una località interamente di cattolici praticanti, vicino Iasi e lì è cresciuta la mia vocazione.

Hai parlato di prima professione e professione perpetua, che cosa vuol dire?
La professione in sè è la stessa, perchè è il donarsi al Signore. Nella prima professione esisteva già un “per sempre”, ma per il primo periodo questi impegni di povertà, castità e obbedienza, si devono rinnovare ogni anno. La prima professione è la porta con cui si entra ufficialmente nella congregazione e poi si comincia a camminare rinnovando ogni anno il sì.
La professione perpetua è il per sempre: è la scelta definitiva che ogni giorno ti fa donare ogni giorno di più.

Cosa è cambiato nella tua vita il 3 marzo?
Ancora devo scoprirlo bene. E’ stato un momento molto intenso di gioia, di commozione, di emozione. La ricchezza di questo evento è ancora da scoprire. Il 3 marzo rimarrà segnato per sempre nella mia vita. Per usare un’immagine più conosciuta, lo possiamo paragonare al matrimonio. E’ la mia festa di nozze e come ogni festa di nozze sarà motivo di ricordo e di impegno sempre più grande.

Hai pensato a cosa stavi rinunciando?
No, non mi sono messo molto a pensare a cosa stavo rinunciando perchè non è una valutazione di ciò che ottengo e ciò a cui rinuncio che sta alla base del passo che ho fatto. E’ una risposta a una chiamata che ho sentito. E’ una risposta ad un amore che ha toccato la mia vita. Anche le rinunce che questa scelta comporta sono le rinunce normali a quelle che fa un’altra persona prende altre strade. Sono rinunce molto significative: un certo tipo di famiglia o altre cose che molti altri ricercano come la fama, la ricchezza, lo stare bene e tranquilli, ma si riceve invece altro che è più importante, come una famiglia molto più numerosa e molto più diversa sparsa in tutto il mondo, una fama che si manifesta nel nascondimento e nella piccolezza come ha fatto Gesù.

A quanti anni sei entrato in seminario? e perchè?
Ho conosciuto la Congregazione a 13 anni e sono entrato a 14 anni per “colpa” di Gaby (leggi qui la testimonianza di don Gabriel).
Sono entrato perchè attirato dalla novità, mi sembravano molto strani i sacerdoti del seminario rispetto a quelli che conoscevo io. Mi piaceva la vita per come era vissuta lì, mi piaceva l’ambiente e lo stile molto organizzato e responsabile. Sono entrato per confrontarmi con questo piccolo desiderio che era dentro di me e che qualcuno mi faceva notare.

Cosa diresti a un giovane che ha paura di entrare in seminario?
Di provare! La paura si vince affrontando le difficoltà. Bisogna iniziare a fare piccoli passi, avvicinare persone che possono aiutarlo in questo senso e lasciare che questa voce che sente dentro non sia coperta da tante altre voci che gli dicono di fare altro.

Vuoi aggiungere altro prima dell’ultima e difficile domanda?
Voglio incoraggiare i tanti giovani che vogliono davvero avere una vita felice e una vita spesa bene: cercate il Signore! La vita consacrata e la famiglia di don Orione hanno tanto da offrire, è aperta a tante povertà e deve sempre più rispondere ad esse e ha bisogno di giovani sacerdoti, consacrati e laici che aprano il cuore al Signore per portare avanti il bellissimo carisma che don Orione ci ha lasciato.

Ultima domanda. Sei felice?

Si!

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