Zaini in spalla

La scuola non serve a imparare il latino o le date, ma l’amore per la ricerca della verità e di ciò che è giusto. Per questo fa paura.

Scrip, Twitter

Settembre, per molti, è sinonimo di anno che ricomincia. Gli studenti lo sanno meglio di tutti. Si iniziano a elaborare tattiche per accaparrarsi i banchi migliori e i vicini desiderati, qualcuno è ancora alle prese con gli esami di riparazione, altri cercano di prolungare fino all’ultimo il riposo e le vacanze e altri ancora entrano in uno strano stato psicologico che va dal pessimismo rassegnato al nero terrore.

Eppure, ne sono convinto, non pochi, anche se forse non lo ammetteranno mai, saranno probabilmente in trepidazione. Come se, tutto sommato, stessero aspettando l’inizio del nuovo anno scolastico con una punta di piacere. Sarà perché si rincontrano compagni di (s)ventura dopo tanto tempo, o forse perché si ha l’occasione di rivedere quell’insegnante che, in fondo, ci sta anche simpatico o forse perché semplicemente, le novità non portano mai solo paura, ma sempre arrivano accompagnate con una carica di mistero e avventura che ci spingono a metterci in gioco.

Troppo spesso ci fermiamo alla superficie di ciò che la scuola è, senza addentrarci nel suo intimo più nobile. La scuola è davvero tale, non quando ci getta addosso una valanga di nozioni, ma quando ci permette di formarci degli ideali e di sognare, ci mette di fronte a esperienze di vita e ci consegna gli strumenti umani e culturali per far sì che quei sogni coltivati tra i banchi possano, poco alla volta, diventare realtà. E gli studenti, questo bisogno, lo sentono profondamente: per questo tante volte non sopportano la versione di scuola che tanti adulti ingrigiti cercano di propinargli come se fosse una minestra riscaldata. Al contrario, quando i giovani trovano nei loro insegnanti delle persone appassionate di ciò che insegnano e, soprattutto, di coloro a cui insegnano, volano raggiungendo altezze inimmaginabili, preparandosi ad essere gli adulti che forgeranno il domani.

Per questo la Chiesa, e lo stesso don Orione, si è data tanto da fare per fornire ai giovani luoghi e strutture educative raggiungendo in molte occasioni alti livelli di cultura e professionalità. Il cristianesimo è – anche – la religione dell’uomo che realizza, insieme a quella spirituale, la propria vocazione terrena di conoscere e abbellire il creato affidatogli da Dio. Il cristianesimo è anche la religione che si occupa non solo della salvezza dell’anima ma anche della creazione di una società giusta perché crede che tutto l’essere umano è nobile e bello ed è chiamato a vivere anche di arte, cultura e sapienza.

L’augurio del MGO a tutti coloro che si apprestano a iniziare il nuovo anno scolastico è, quindi, di saper sfruttare al meglio l’opportunità che viene loro concessa per coltivare il sogno di un mondo migliore e di acquisire gli strumenti umani, professionali e culturali per contribuire a realizzarlo già da ora, adesso, nella vita di ogni giorno.

Buon anno a tutti!

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