Portate in ogni ambiente “il profumo della carità di Cristo”, vigilando perché la fede non diventi ideologia e la carità sia ridotta a filantropia. Lo ha chiesto Papa Francesco ai membri del Capitolo generale della Congregazione di Don Orione, ricevuti in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.

“I preti che corrono”, gli Orionini. Buoni samaritani sempre rapidi nella loro sollecitudine, perché chi aiuta gli emarginati è cuore e gambe sempre in movimento. Papa Francesco, a un certo punto del suo discorso, ripete il vecchio appellativo col quale venivano chiamati i preti dell’Opera fondata da don Luigi Orione agli inizi del Novecento.

La carità non diventi filantropia
Nelle ultime ore la Congregazione ha cambiato volto e governo. Con il nuovo superiore generale, Tarcisio Vieira, e i suoi consiglieri Francesco salda una lunga storia di missione e di servizio con l’oggi della Chiesa, riassumendo l’identità orionina nella qualifica coniata dal fondatore della famiglia religiosa: “Servi di Cristo e dei poveri”:

“Siete stati chiamati e consacrati da Dio per rimanere con Gesù e per servirLo nei poveri e negli esclusi dalla società. In essi, voi toccate e servite la carne di Cristo e crescete nell’unione con Lui, vigilando sempre perché la fede non diventi ideologia e la carità non si riduca a filantropia e la Chiesa non finisca, essendo una ong”.

L’amore è sempre sulla strada
Don Orione, ricorda il Papa, “vi raccomandava di ‘cercare e medicare le piaghe del popolo, curarne le infermità, andargli incontro nel morale e nel materiale”. Vi incoraggio a seguire queste indicazioni”, prosegue Francesco, che chiede di mantenere viva quella “particolare intraprendenza”, tipicamente orionina, nell’annuncio del Vangelo, qualità così importante, dice, “specialmente ai giorni nostri”:

“Ho saputo che, ancora vivente il Fondatore, in certi luoghi vi chiamavano ‘i preti che corrono’, perché vi vedevano sempre in movimento, in mezzo alla gente, con il passo rapido di chi ha premura. ‘Amor est in via’, ricordava san Bernardo, l’amore è sempre sulla strada, l’amore è sempre in cammino”.

Oltre i confini della carità
Pregate “per il mio servizio alla Chiesa, perché anch’io sia in cammino”, chiede Francesco alla Congregazione di don Orione, esortando i membri a curare la “formazione spirituale” e a testimoniare la “bellezza della consacrazione”, perché – afferma – “il religioso santo e contento suscita nuove vocazioni”:

“C’è tanto bisogno di sacerdoti e religiosi che non si fermino solo nelle istituzioni di carità – pur necessarie – ma che sappiano andare oltre i confini di esse, per portare in ogni ambiente, anche il più lontano, il profumo della carità di Cristo. Non perdete mai di vista né la Chiesa né la vostra comunità religiosa, anzi, il cuore deve essere là nel vostro ‘cenacolo’, ma poi bisogna uscire per portare la misericordia di Dio a tutti, indistintamente”.

Francesca De Negri

Dinamica, solare e fin troppo iperattiva, cresce tra il cortile e le aule dell’oratorio, dove oggi, tra le mille cose, è anche educatrice di un gruppo di adolescenti. Appassionata di educazione (che purtroppo anche studia!), ama la fotografia e viaggiare ovunque ci sia qualcosa di Bello da scoprire…in poche parole una sognatrice pratica e creativa.

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