Westeros e l’Europa

“Winter is coming”, “L’inverno sta arrivando”: tra le tante, è forse la frase più iconica de Il Trono di Spade(Cronache del ghiaccio e del fuoco nella versione letteraria).

Agli spettatori e agli appassionati di questa saga moderna, l’espressione richiama alla mente una costante minaccia che sovrasta tutti gli altri “giochi di troni” che si susseguono lungo le numerose puntate della serie: qualcosa di grande, stregato e sconosciuto che alberga al di là del Muro, dormiente e ritirato da molto, molto tempo, un tempo così lungo che può trasformare la realtà in leggenda.

Lannisters, Stark, Baratheon, Targaryen combattono per il controllo del continente e l’affermazione dei propri stendardi: cercano alleati e Per questo a nessuno interessano le tenebre che si stanno avvicinando, a nessuno interessa il tramonto e la distruzione di tutto ciò per cui si combattono: le tenebre si avvicinano e nessuna luce viene accesa, il gelo comincia a coprire tutto e i palazzi rimangono sempre più freddi e vuoti.

Questa serie ha riscosso un grande successo per l’iconicità dei dettagli e per la capacità di tenere in sospeso lo spettatore. Ma, forse, anche perché è lo specchio di un’Italia, di un Occidente che si ostina a combattere per conservare potere e ricchezze ma che, di fatto, è “avvolto dalla tenebre”: incapace di avere un vero ruolo di leadership a livello mondiale e di produrre cultura ed innovazione.

Davanti a questa marcata decadenza non rimane che appigliarsi ai propri vessilli e accusare “qualcun altro” della situazione in cui ci si ritrova per muovergli guerra.

I “Jon Snow” della situazione (la Chiesa e altre istituzioni che predicano unione e solidarietà) non sono per questo ben accetti e vengono costantemente criticati e zittiti con frasi fatte e spade, i mezzi che si usano quando manca una vera argomentazione…. Perché, in fondo,  “Tu non sai niente, Jon Snow”.

Riusciranno Cersei, Jon e Daenerys a lasciare da parte torti, ambizioni e brame e unirsi per fronteggiare le tenebre e la morte? È ciò che gli spettatori stanno ardentemente aspettando di sapere.

E noi cristiani e tutte le persone di buona volontà ce la faremo a fare questo? Non si sa… Eppure forse è proprio questo che ora siamo chiamati a fare: accendere piccoli fuocherelli nel buio, piccoli fuocherelli che guidino e aiutino nelle tenebre e nel ghiaccio… Finchè  l’inverno passi, i fiori appaiano nei campi e il tempo del canto torni nelle nostre campagne (cfr. Ctc 2, 11-12). Che possiamo preoccuparci dell’Europa con lo stesso desiderio con cui aspettiamo di sapere il destino di Westeros.

Fonte: Marco Piaia – Project 22

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