Il processo di uscita dall’Unione Europea da parte della Gran Bretagna è lungo e pieno di ostacoli. Come si evolveranno le cose arrivati a questo punto?

La Brexit di Theresa May sprofonda nel caos, bocciata di nuovo dalla Camera dei Comuni britannica nonostante le intese dell’ultima ora con l’Ue sulle garanzie – «legalmente vincolanti» negli annunci, molto meno nei fatti – sullo spinoso nodo del confine irlandese. Ma cosa accade ora? Il 29 marzo scade il termine per la permanenza del Regno Unito nella Ue. Le ipotesi in campo sono sostanzialmente due: una Brexit senza accordo o un rinvio dell’uscita dall’Europa.

Theresa May ha escluso il ricorso a un nuovo referendum. Domani i parlamentari britannici voteranno di nuovo per dire sì o no a un «no deal», ovvero a una hard Brexit, senza alcun accordo con Bruxelles. Un’ipotesi limite che viene ritenuta poco probabile.

Giovedì Westminster voterà ancora, stavolta sull’ipotesi di un rinvio dell’uscita dalla Ue per un massimo di tre mesi entro i quali mettere a punto un nuovo accordo. Per un rinvio, però serve il via libera anche dei leader europei.

«Se ci sarà una richiesta ragionata da parte del Regno Unito» per un’uscita posticipata, «i 27 Paesi dell’Ue sono pronti a valutarla, decidendo all’unanimità. L’Ue deciderà dando priorità alla necessità di garantire il funzionamento delle istituzioni dell’Ue prendendo in considerazioni le ragioni e la durata di una possibile estensione», ha detto il portavoce della Commissione europea.

Fonte: Il Messaggero – 12.03.2019

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