Quest’anno si celebrerà la prima ufficiale Domenica della Parola, voluta da papa Francesco per aiutare ogni cristiano a ricordare quanto la Parola di Dio sia importante per la sua vita e il suo cammino.

Ora, lo so che detta così sembra una notizia da sbadiglio sonoro alla Snorlax, ma proviamo a capirci qualcosa. Ci sarà pure un motivo se il papa si è scomodato per istituire con tanto di documento cartabollato la giornata dedicata alla Parola. Il primo, banalmente, potrebbe essere che, diciamocelo, tra noi cristiani dilaga una discreta dose di ignoranza riguardo alla Bibbia. E dire che un cristiano non conosce la Bibbia è un po’ come dire che un matematico non conosce il teorema di Pitagora…

Probabilmente, però, il motivo più importante per cui il papa ha voluto far dono alla Chiesa di questa ricorrenza è il suo desiderio che impariamo a riconoscere la centralità della Parola per la nostra vita. Proviamo a pensarci un momento. Se qualcuno vi dicesse che ha un grande amico che gli vuole molto bene e che è sempre pronto a farsi in quattro per lui e voi chiedeste a questa persona con quanta frequenza si sentono, non vi farebbe strano sentirvi rispondere mai o solo qualche volta? Con Dio è esattamente la stessa cosa. Che senso ha dirci cristiani e figli di Dio, se poi questo Dio non lo ascoltiamo mai o non gli prestiamo attenzione? La Parola è il mezzo con cui Dio si mette in contatto con noi e ci parla. Sì, proprio oggi; perché, anche se i testi della Scrittura sono sempre gli stessi, essi hanno la capacità di dirci qualcosa di nuovo e di vivo ogni volta che ci mettiamo davanti a loro con disponibilità e attenzione. Dio è pronto a parlarci in ogni singolo momento con la sua Parola. E quando Dio parla crea vita, bontà e pace. Per questo motivo è essenziale che ci abituiamo ad ascoltarLo nella sua Parola.

Che bello sarebbe se ci prendessimo l’impegno di dedicare alla Parola un po’ di tempo ogni giorno. Non troppo, ma almeno l’equivalente di una conversazione con un amico su Whatsapp. In fin dei conti, dedichiamo molto più tempo a cose che hanno molto meno valore, che sarà mai un quarto d’ora per non dedicarlo a Dio?

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