Famiglia, nella gioia e nel dolore

Oggi la giornata inizia con una doccia fredda. La notizia giunge alle 7 del mattino, mentre siamo ancora mezzi addormentati e sta per iniziare la Messa. Nella notte è mancato il nostro confratello mons. Enemesio.

In comunità, la maggior parte lo ha solo incrociato una volta o due, alcuni forse non lo hanno neanche mai visto di persona. Eppure la notizia tocca un po’ tutti. Tanto che mi viene ordinato proposto di scrivere un piccolo articolo a riguardo da condividere sui social MGO. Non nego che la cosa mi ha lasciato abbastanza stupito. In fin dei conti, per la maggior parte dei nostri lettori una notizia del genere non significa quasi nulla.

Ma mi sbagliavo.

Mentre mi spremevo le meningi per farmi venire qualche idea, una consapevolezza mi ha colto all’improvviso. Un confratello è morto. Un fratello è andato in pace verso l’abbraccio del Padre. Ecco tutto. C’è forse altro da aggiungere? Oggi il mondo orionino ha l’occasione per riscoprire la propria dimensione di famiglia. E le famiglie si riconoscono tanto nei momenti di gioia condivisi quanto nei momenti più dolorosi. La morte di mons. Enemesio è un misto delle due cose. La Provvidenza ci da oggi l’opportunità di riscoprire uno degli aspetti più profondi dell’essere cristiani. Siamo tutti carne della stessa carne e sangue dello stesso sangue, perché tutti uniti alla carne e al sangue di Gesù.

E scusate se è poco.

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