Passeggiavo lungo la spiaggia e incontro il profeta Giona, quello spiaggiato, cioè sputato dalla balena (come Pinocchio, ma qui non siamo in una favola).
Sono incuriosito e vorrei sapere da lui qualcosa in più della semplice notizia (se mi piacerà faremo un selfie insieme…).
Non ha molta voglia di raccontare ma, di fronte alle mie insistenze alla fine si decide ed ecco il suo racconto:

“Caro mio, sono un tipo tranquillo per cui non gradisco le sorprese, tanto meno i lavori difficili e faticosi, ancor meno se sono anche rischiosi. Per questo, quando la Voce mi chiese di andare a Ninive e di minacciare l’intera città, promettendo il castigo divino in caso di disobbedienza, ho pensato bene di dileguarmi. Mi sono imbarcato verso una destinazione lontana ma non ce l’ho fatta. C’è stata una tempesta, si è capito che la causa dell’ira scatenata sul mare ero io e per questo sono stato buttato in acqua. Mi sono ritrovato nel ventre della balena e la cosa non era nemmeno sgradevole finché non mi sono ritrovato in spiaggia. E quindi sono qui, un pò per asciugarmi, un pò per trovare la forza di riprendere il cammino verso Ninive. Certo che non posso sottrarmi all’incarico (se questa è la missione, per forza la devo eseguire, sai, vorrei evitare altre spiacevoli disavventure). Quello che non capisco è perchè proprio a me doveva capitare tutto questo. Io sono un uomo tranquillo, meno faccio e meno farei. Sarei stato tutto il giorno sul divano a guardare la TV, ma ai miei tempi non c’erano nè l’uno nè l’altra. Però è così facile passare il tempo a far niente, una chiacchiera con chi passa davanti alla mia tenda, un bicchiere di vino con gli amici, una partita a carte (babilonesi certamente…), una cena sobria e una bella dormita. Così passano i giorni e ti ritrovi vecchio senza accorgertene”.

A questo punto non ho potuto non replicare: “Ma non ti stufi mai di questa noia?”. “Certo”, mi ha risposto con un mezzo sorriso. “Però non hai tutto lo stress, non succede niente di imprevisto e tutto scorre liscio”. “E’ noioso”, aggiungo io con una certa stizza. “Ma non pensi allo spreco di energia, allo spreco di quelle doti che certamente hai, con cui potresti fare qualcosa di bello, per te ma anche per gli altri? Pensa, se tutti avessero fatto e facessero come te, saremmo ancora molto indietro come civiltà, non ci sarebbe cultura, non ci sarebbero monumenti, libri, opere d’arte. Non ci sarebbero invenzioni, medicine, giochi nuovi (nè calcio nè basket, tanto per dire)”.

Un’alzata di spalle, come a dire che a lui non importava un fico secco di tutto quello che gli uomini possono progettare, inventare, costruire. E si è disteso sotto la piantina che gli ombra: povero illuso, tanto so che tra poco si seccherà e lui rimarrà senza quella comodità. Me ne vado senza fare un selfie con lui, tanto non mi sembra uno che valga la pena di ricordare…..

fonte: “Scegli la vita” – UNPV CEI

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