Anania e Saffira

Saffira aveva appena finito di piantare alcuni semi nel giardino di casa e stava sistemando gli attrezzi utilizzati. Era quasi sera e di lì a poco sarebbe rientrato il marito: avrebbero cenato per ritirarsi presto. La mattina successiva si sarebbero alzati anche prima del canto del gallo per coordinare il lavoro dei servi dediti alla coltivazione dei campi che da anni producevano abbondanti raccolti. Erano una coppia benestante, avevano da parte un bel gruzzolo che consentiva loro, periodicamente, di acquistare un nuovo campo. Ad ogni acquisto i due coniugi si guardavano negli occhi con soddisfazione, si sfregavano le mani, e calcolavano quanto il nuovo campo avrebbe reso. Erano anche una coppia affiatata: stavano sempre insieme, non ritenevano utile sprecare tempo con altre persone, né in attività che non fossero produttive. Non buttavano soldi per oggetti, vestiti, cibo, non pensavano fosse necessario spendere se non per acquistare nuovi campi. Insomma stavano bene così, con le loro abitudini consolidate. Ma da qualche tempo alcuni vicini li avevano incuriositi raccontando di una strana vicenda accaduta in città (abitavano non lontano da Gerusalemme): un profeta era stato crocifisso e qualcuno affermava di averlo visto vivo dopo la morte! Una cosa davvero strana e probabilmente falsa, ma la curiosità li aveva spinti a incontrare il gruppo che ne parlava. Si erano trovati anche bene – strano anche questo per due persone abituate a vivere senza l’aiuto nessuno – con quella gente; avevano continuato a frequentarli e avevano saputo che molti di loro mettevano in comune i beni. Ah no, questo non sembrava loro proprio qualcosa di comprensibile! Condividere la terra costata così tante fatiche? No, non se ne parlava proprio. Va bene prender parte a qualche preghiera – male non poteva fare, va bene dare qualcosa ai poveri – qualche buona azione per figurare bene di fronte ai propri vicini non poteva mancare, va bene ascoltare i racconti della vita del profeta assassinato – chissà che non potessero trovare qualche spunto per gestire meglio le loro attività, ma regalare la terra non era proprio pensabile! Però loro due ci tenevano a fare bella figura con quel nuovo gruppo che si stava ingrandendo. Ad Anania venne una buona idea: avrebbe venduto un campo, che non rendeva neppure bene, e avrebbe consegnato a Pietro e agli altri responsabili della nuova comunità una parte del denaro ricavato, tanto come avrebbe fatto a rendersi conto che non corrispondeva al valore del terreno? Sì, avrebbe fatto così e sua moglie sarebbe stata contenta dell’idea. E con i soldi avanzati avrebbe comprato un altro campo. Sì, forse Pietro, quell’uomo che era diventato un riferimento per tutta la nuova comunità, avrebbe intuito qualcosa del suo comportamento, ma lui e Saffira sapevano bene come mentire a loro stessi e agli altri. Lo avrebbero fatto anche con Pietro. Sì, così aveva pensato Anania. Ma ora che era davanti a quell’uomo che lo stava scrutando non era poi così tanto sicuro di riuscire a mentire: anzi, sembrava che lo sguardo di Pietro gli entrasse nel petto e gli togliesse il respiro. Avrebbe regalato tutte le ricchezze che aveva, tutti i suoi campi per poter essere in qualsiasi altro luogo. E invece era lì, solo, con la vita che stava scivolando via e non riusciva ad aggrapparsi a niente…

fonte: “Scegli la vita” – UNPV CEI

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