Ormai anche i sassi se ne sono convinti: stiamo affrontando un momento epocale. Negli ultimi mesi un po’ tutti hanno cercato di anticipare e presentare la portata storica di ciò che stiamo vivendo. Abbiamo visto scene da film apocalittici, governi messi con le spalle al muro nel tentativo di salvare il salvabile, il coraggio e la meschinità di molti, il meglio e il peggio che l’umanità ha da offrire.

In molti hanno tentato di offrire analisi e spiegazioni, psicologi, biologi, economisti, politici, preti, filosofi e improbabili guru, ognuno ha cercato di presentare una lettura di quello che stiamo vivendo per tentare di balbettare una possibile risposta a quella domanda, quel demone nero che ci assale la notte e ci tormenta il sonno. Perché? Sì, davanti a una pandemia globale, ogni uomo si trova a fare i conti la più profonda delle domande. Che senso ha tutto questo? Che senso ha la mia esistenza?

E se inizialmente si ha avuto l’impressione che ogni tentativo di rispondere fosse ben accetto e pendevamo tutti dalle labbra di colui che ci pareva il più illuminato, di colui che ci eravamo scelti come personale maestro, con l’andare delle settimane ci siamo dovuti arrendere alla triste (?) verità che tanti cercatori di senso prima di noi hanno raggiunto. Non possiamo accontentarci della risposta di qualcun altro, ognuno di noi è chiamato a dover trovare il proprio perché per dare un senso, una direzione, alla propria vita che le dia colore al di là di ogni tragedia. Nessuno può rispondere al posto mio.

Ci si aprono così due strade, ora che la nostra vita, lentamente può iniziare la sua timida ripresa. Possiamo far finta che non quel demone nero sia stato solo un’illusione, che quella tenebra incombente di non senso fosse solo un ombra ingigantita dal nostro umore duramente provato. Forse non subito, ma con un po’ di tempo riusciremo a lasciarci alle spalle quello che ci sembrerà solo un brutto ricordo, illudendoci che la minaccia del vuoto si sia ritirata. Oppure, possiamo decidere di imbarcarci nel più avventuroso e pericoloso, ma fondamentale, viaggio che ogni essere umano possa intraprendere, quello che va dalla mente al cuore, dalla propria razionalità al fondo della propria esistenza.

Se ci decideremo a vivere questa avventura fino in fondo, dovremo prepararci ad affrontare mostri terrificanti che assumeranno le forme delle nostre inconsistenze e fragilità. Dovremo attraversare i deserti del nostro animo, rischiando di perderci nel più terribile dei nichilismi o di abboccare a qualche miraggio di una qualche illusoria risposta parziale e semplicistica. Ma se avremo il coraggio di affrontare tutto questo potremmo forse, un giorno, giungere nel palazzo situato nel più profondo del nostro cuore e potremmo addirittura incontrarne il Signore indiscusso, per scoprire che da tempo ci attendeva, forte della sua infinita pazienza, per mostraci la Verità della nostra Storia e della Storia del mondo. E allora avremo finalmente pace.

Non so quanti saranno i prodi che si metteranno in viaggio, non sono neanche sicuro di essere io stesso in grado di sopportare una tale avventura, ma di questo sono certo, se anche solo una persona giungerà al centro del palazzo del proprio cuore, allora ciò che abbiamo vissuto non sarà passato invano e la Storia – o meglio, Colui che la guida – sarà stata davvero maestra.

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