Un cuore che batte, senza confini

Da venti anni la reliquia del cuore di Don Orione si trova nel Piccolo Cottolengo di Claypole, in Argentina, dove fu accolta il 29 agosto 2000.

Nell’agosto 2000 circa 400 giovani orionini provenienti da Argentina, Paraguay e Uruguay, parteciparono, in Italia, alla XV Giornata Mondiale della Gioventù insieme a Papa Giovanni Paolo II. Percorsero poi l’itinerario orionino attraverso i luoghi in cui il Fondatore visse e iniziò la sua opera.Il 27 agosto nel santuario della Madonna della Guardia di Tortona, durante la Messa che concluse quella indimenticabile esperienza, i giovani sudamericani ebbero l’immensa grazia e responsabilità di riportare il cuore di Don Orione in Argentina, affinché fosse collocato definitivamente al suo posto, nel Cottolengo di Claypole.

Il 29 agosto 2000 in Argentina, la reliquia con il cuore di Don Orione era nell’imponente altare innalzato per la messa di benvenuto. «Una folla stimata in 10.000 persone  – si legge nella cronaca di quel giorno – ha accolto con canti di entusiasmo l’ingresso dei concelebranti, preceduti da Mons. Desiderio Collino, Vescovo di Lomas de Zamora, diocesi a cui appartiene il Cottolengo de Claypole. Mons. Collino, nella sua omelia, ha ricordato che “è stata la carità di Cristo a conquistare il cuore di Don Orione al punto da farlo dire pienamente convinto che solo la carità salverà il mondo”. Il vescovo ha anche sottolineato l’arrivo del cuore di Don Orione come “un dono della Provvidenza in questo anno giubilare”. “Guardiamo a Maria, stella dell’evangelizzazione e della speranza; Maria, madre di Cristo, che è la speranza che Dio è ancora presente nel mondo e di cui il nostro Paese ha più che mai bisogno. Confidiamo nella Provvidenza di Dio”, ha concluso» […].

«Il Superiore provinciale Padre Adolfo Uriona [oggi vescovo di Villa de la Concepción del Río Cuarto – Cordoba, Argentina, ndr] – si legge ancora nella cronaca – ha ricordato le parole di Don Orione che mentre saliva i gradini della nave che lo riportava in Italia, disse tornerò vivo o morto. “Oggi  – ha affermato il religioso orionino – è avvenuto un miracolo, perché è tornato in due modi: nella reliquia del suo cuore, materialmente morto, ma più vivo che mai nei suoi religiosi e laici, e soprattutto nei giovani e nei poveri del Cottolengo. Oggi Don Orione ha un messaggio per tutti: accresci la tua fede e la tua speranza, credi nella Divina Provvidenza e vivi la solidarietà che è frutto dell’amore di Dio”. Infine, P. Uriona ha rivolto un messaggio speciale ai giovani, che ha invitato ad avere “Un cuore generoso che vuole seguire Cristo attraverso il servizio ai più poveri: non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio”. E indicando con la mano il reliquiario posto sull’altare, ha concluso: “Don Orione è presente. Rendiamolo vivo in tutte le nostre comunità”».

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