PESCARA: L’ESPERIENZA DEL CAMPO-SERVIZIO DI 4 CHIERICI ORIONINI

Quattro giovani chierici dell’Istituto Teologico Don Orione “Santa Maria” raccontano l’esperienza del campo-servizio, realizzata presso il Villaggio del Fanciullo di Pescara.

I 4 chierici Michael, Peggy, Avinash e Paul Vincent sono all’ultimo anno di Teologia. Quest’anno il loro percorso formativo è stato arricchito dall’esperienza estiva del campo-servizio presso Centro Don Orione di Pescara. Ad accompagnare e a seguire i quattro giovani religiosi in quei giorni, c’era il Vicario generale Don Oreste Ferrari.

«I nostri superiori – raccontano Michael, Peggy, Avinash, Paul Vincent -, hanno voluto farci una sorpresa, e invitarci a provare qualcosa di nuovo. A noi quattro chierici che, a Dio piacendo, prima della fine dell’anno saremo ordinati diaconi, hanno offerto la possibilità di trascorrere tre settimane a servizio degli ospiti del Villaggio del Fanciullo “Don Orione” di Pescara!»

«Cosa vi trasmettiamo di questa nostra esperienza? Innanzitutto – proseguono i 4 giovani -, diciamo che quelli vissuti nel “Villaggio del Fanciullo” sono stati giorni ricchi e stimolanti, una vera scuola di servizio. Abbiamo, infatti,  gustato e sperimentato che il servizio è fatto di piccoli gesti, nobili e vivificanti. Gesti piccoli e semplici, ma umanizzanti come dire un ‘buongiorno’ o chiedere il ‘nome’; fare una piccola passeggiata con chi ne sente il bisogno; dare da mangiare a chi non è in grado di nutrirsi autonomamente; ballare ai passi e ai ritmi degli altri; saper rispettare i tempi degli altri, e altro ancora».

«Ma il servizio – continuano i chierici – non è stato l’unico elemento che ha caratterizzato la nostra esperienza. Oltre a questo, infatti, la sosta di Pescara, è stata per noi una scuola di fraternità. In questo periodo abbiamo condiviso tanti bei momenti insieme. Ci siamo impegnati nell’ascoltarci a vicenda lasciando che ognuno di noi esponesse le proprie opinioni, così come i propri gusti o i propri limiti, senza pregiudizi e senza fretta. A tal fine, per incentivare il dialogo e il confronto, abbiano visto anche dei film a valenza formativa e provocatori».

«Infine, la permanenza nella nostra casa di Pescara – affermano i 4 giovani – è stata per noi un viaggio di revisione vocazionale. Alla luce di alcuni testi biblici, abbiamo riflettuto sul senso della montagna nella bibbia. Passo dopo passo ci siamo soffermati su cinque montagne: quella delle Beatitudine, della Moltiplicazione dei pani, della Trasfigurazione, il Calvario e quella dell’Ascensione. Tali montagne che simboleggiano la necessità di sentire, gustare, vedere e l’agire secondo l’esempio e l’insegnamento di Cristo, le abbiamo rilette nella vita poliedrica e “crocifissa” di Don Orione. Ci ha colpito il fatto che nella vita del Fondatore ogni sfida vissuta è stata l’occasione per un rilancio nella carità».

«Alla luce di tutte queste cose – concludono -, possiamo dire, che siamo contenti dell’esperienza vissuta a Pescara. Essendo stata questa, per noi una “prima volta”, il nostro augurio è che tale strumento di crescita sia valorizzato anche per il futuro. Pur trattandosi di un periodo breve, crediamo che tale goccia sia utile per la nostra formazione esperienziale e integrale». 

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