Una guerriera d’altri tempi

Para siempre! Santa Teresa d’Avila, donna coraggiosa e ardente

Teresa di Gesù, più conosciuta come Teresa d’Avila, è una donna che ha dimostrato di forare i secoli. Nasce nel siglo de oro della Spagna, in una cittadina che, ancora oggi, richiama i turisti per la sua splendida cinta di 80 torri ancora conservate, l’unica in tutta Europa.

La casa di donna Teresa de Ahumada y Cepeda era collocata proprio vicinissima ad una delle porte di Avila e guardava ai torrioni. È ben noto come l’immaginario, psichico e religioso, di ogni persona sia strutturato e plasmato proprio da queste esperienze infantili e giovanili.

Che cosa accadde alla piccola Teresa? In famiglia la brigata dei figli era numerosa e vivace, Teresa amava tutti e ne era riamata ma prediligeva Rodrigo, il fratello vicino a lei per età. Insieme leggevano le vite dei santi e si infiammavano con un desiderio che rimarrà sempre vivo anche nella Teresa adulta: raggiungere il cielo!

Decidemmo di recarci nella terra dei mori, elemosinando per amore di Dio, nella speranza che là ci decapitassero, tanto era il coraggio che il Signore infondeva nelle nostre tenere anime se ne avessimo trovato il mezzo. Ma la difficoltà più grave era di aver genitori. Grande la nostra impressione quando ci occorreva di leggere che le ricompense e le pene dell’altra vita sarebbero state senza fine. Ci fermavamo spesso in questo pensiero, e godevamo di ripetere frequentemente: Sempre! Sempre! Sempre! E così piacque al Signore che ne rimanessi tanto impressionata da concepire fin d’allora il più fermo proposito di non mai abbandonare il sentiero della verità.

Perciò scapparono di casa ma furono ben presto riacciuffati. Tuttavia, quel “para siempre!” rimase inciso nel suo animo e costituì il nerbo di tutto il suo desiderare anche di donna adulta. Bimba coraggiosa e ardente. Donna coraggiosa e ardente. Sempre fondata sull’amore di Dio e l’ansia di perdere anche mille volte la vita per salvare anche una sola anima. I torrioni di Avila e i castelli si incisero in Teresa e le suggerirono un’immagine divenuta famosissima nella letteratura mondiale.

Ormai carmelitana e investita da grandi grazie della Presenza di Dio, Teresa rifletteva e si consegnava alla carta: “scriveva a torrenti nella sua cella, con la sua scrittura che somiglia a una concentrata flotta di grandi vele in marcia verso le Indie mai toccate da navi umane” (Ceronetti).
La sua grande intuizione fu leggere e comprendere il mondo interiore che abita ogni persona, il suo sentire, il suo relazionarsi agli altri, come un dimorare in un castello il cui signore è il Grande Re, il Creatore. Egli non desidera altro che farsi conoscere e percepire da ognuno, diventare l’Amico per eccellenza, Colui cui si po’ confidare tutto e da cui ci si attende ogni bene.

Chi si lascia attrarre, forse anche solo dalla curiosità, e osa attraversare il ponte levatoio, entra in questo Castello e inizia a scoprire la Bellezza della vita spesa a lodare Dio e servire i fratelli e le sorelle. Scopre come la persona sia stata creata proprio per questo: conoscere Dio, amarLo sopra ogni cosa, entrare in comunione con Lui e percorrere tutto il Castello nelle sue sette dimore, fino a raggiungerne l’ultima. Qui regna la Trinità. Teresa aveva una grande consapevolezza dentro di sé: “Sono nata per Te, per Te mio cuore” e formulava la sua supplica orante “Che vuoi da me, che vuoi Signore?”.

Teresa è stata proclamata, prima donna, Dottore della Chiesa proprio averci donato la sua esperienza e insegnato come aprirci al Signore e alla sua amicizia: PARA SIEMPRE!

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