Cristo Re (Crocefisso)

Oggi è la Festa di Cristo Re! Ma cosa significa che Cristo è Re? E soprattutto, cosa significa che Cristo è Re per un orionino? Facciamo aiutare a capire un po’ meglio:

La regalità di Cristo è la chiave di interpretazione e di sviluppo di tutto il mistero cristiano e della vita ecclesiale. La regalità di Cristo costituisce anche una contestazione e un richiamo di carattere sociale. È un invito a concepire e realizzare l’autorità politica come servizio e sacrificio, riconoscendo che la donazione, l’oblazione e l’amore sono fondamentali nell’esercizio di tale autorità. La regalità di Cristo è il modello di ogni autorità politica.  

Come tale, la regalità di Cristo fu “riscoperta” a partire dal XVII secolo, dal secolo dell’assolutismo politico che affonda le sue radici nella concezione, tipicamente umanistico-rinascimentale, di un potere non organicamente legato al Vero e al Bene (a Dio) ma che deve trovare il proprio fondamento in se stesso.

    Don Orione scelse per sé e per la sua Congregazione il motto di San Paolo “Instaurare omnia in Christo“. “E’ il motto e programma nostro“, dirà più volte. L’Instaurare omnia in Christo è percepito da Don Orione soprattutto nella prospettiva storico-esistenziale, nel senso apostolico di contribuire a rendere participi le persone e le realtà terrene della salvezza operata da Cristo. La scelta apostolica di Don Orione non si qualifica tanto sul piano del fare (“instaurare“), o dei destinatari (“omnia“), ma si incentra sull’essere (“in Christo“). È il piano della salvezza del Padre; “L’opera della sua Divina Provvidenza consiste nell’instaurare omnia in Christo“. E Don Orione, con i suoi, vuol essere nella Chiesa una “Piccola” opera della Divina Provvidenza.

A ricordare la centralità del mistero della redenzione, instaurò una consuetudine: “Alle parole «sia lodato Gesù Cristo» d’ora innanzi si aggiungerà «Nostro Dio e nostro Re Crocifisso». E’ nostro Re, ma Re dalla Croce. Regnò dal legno il Signore”. Alla devozione a Cristo Re crocifisso è strettamente legata l’attitudine a riconoscerlo e a servirlo nella persona dei poveri. Raccomandava: “Vi dovete onorare di servire Gesù Cristo: amare i poveri è amare Gesù: servire i poveri è servire Gesù. E così giungerete alla perfezione nella carità che è santità, la carità che è amore di Dio e del prossimo, e dei più bisognosi”.

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