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Alberto Zorzetto

Ormai anche i sassi se ne sono convinti: stiamo affrontando un momento epocale. Negli ultimi mesi un po’ tutti hanno cercato di anticipare e presentare la portata storica di ciò che stiamo vivendo. Abbiamo visto scene da film apocalittici, governi messi con le spalle al muro nel tentativo di salvare il salvabile, il coraggio e la meschinità di molti, il meglio e il peggio che l’umanità ha da offrire. In molti hanno tentato di offrire analisi e spiegazioni, psicologi, biologi, economisti, politici, preti, filosofi e improbabili guru, ognuno ha cercato

Oggi la giornata inizia con una doccia fredda. La notizia giunge alle 7 del mattino, mentre siamo ancora mezzi addormentati e sta per iniziare la Messa. Nella notte è mancato il nostro confratello mons. Enemesio. In comunità, la maggior parte lo ha solo incrociato una volta o due, alcuni forse non lo hanno neanche mai visto di persona. Eppure la notizia tocca un po’ tutti. Tanto che mi viene ordinato proposto di scrivere un piccolo articolo a riguardo da condividere sui social MGO. Non nego che la cosa mi ha

Quest’anno si celebrerà la prima ufficiale Domenica della Parola, voluta da papa Francesco per aiutare ogni cristiano a ricordare quanto la Parola di Dio sia importante per la sua vita e il suo cammino. Ora, lo so che detta così sembra una notizia da sbadiglio sonoro alla Snorlax, ma proviamo a capirci qualcosa. Ci sarà pure un motivo se il papa si è scomodato per istituire con tanto di documento cartabollato la giornata dedicata alla Parola. Il primo, banalmente, potrebbe essere che, diciamocelo, tra noi cristiani dilaga una discreta dose

In comunità abbiamo finito di costruire il presepe e quest’anno ho imparato un’amara verità: l’attività del presepista amatoriale è sempre condizionata dall’infelice realtà di dover fare i conti con il materiale che si ha a disposizione. Immancabilmente, quando questo fattore si scontra con i progetti stratosferici di un presepe più bello dell’originale di Betlemme anno 4 a.C. (spero di non scandalizzare nessuno con questa data ma… è un’altra storia) ci si ritrova a doversi dolorosamente ridimensionare e adattare alle circostanze. Ed è stato così che il presepe di quest’anno è

Già ci siamo detti come la Provvidenza si sia dimostrata in modo particolarmente creativo lungo la vita di don Orione e di come lui sapesse rispondere con altrettanta prontezza di spirito. Dato che siamo ancora nel mese di novembre, la scelta per questa puntata della nostra rubrica è stata quasi obbligata: l’inizio dell’attività di don Orione in quella che oggi è la parrocchia di Ognissanti. Fu Pio X stesso a inviare il sacerdote nel quartiere Appio, appena fuori le mura di San Giovanni in Laterano. Nel comunicarglielo, gli aveva detto

La Redazione – essere al limite del metafisico sempre pronto a tormentare… affidare incarichi creativi a chi pubblica sui social MGO – ha pensato che fosse interessante offrire ai giovani orionini l’occasione di incontrare da vicino il nostro amato prete di Tortona. E quale modo migliore di raccontare quelle pagine di ordinaria stramberia che hanno caratterizzato la vita di don Orione? Perché sì, diciamocelo, la vita di ogni uomo è caratterizzata da momenti memorabili che si manifestano nella capacità squisitamente umana di far fronte alle vicende più strane con una

Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Gesù, nel suo ultimo discorso pubblico Ottobre è il mese missionario. Il mese in cui le parrocchie e gli oratori organizzano, tra una processione e un torneo di calcio, astuti stratagemmi per chiedere un po’ di elemosina – in modo elegante, s’intende, ché non siamo mica degli accattoni…

La scuola non serve a imparare il latino o le date, ma l’amore per la ricerca della verità e di ciò che è giusto. Per questo fa paura. Scrip, Twitter Settembre, per molti, è sinonimo di anno che ricomincia. Gli studenti lo sanno meglio di tutti. Si iniziano a elaborare tattiche per accaparrarsi i banchi migliori e i vicini desiderati, qualcuno è ancora alle prese con gli esami di riparazione, altri cercano di prolungare fino all’ultimo il riposo e le vacanze e altri ancora entrano in uno strano stato psicologico

Il mondo del web cattolico (sì, ne esiste uno) si sta riempiendo, in questo periodo di un buon numero di articoli e materiale circa il senso della vacanze per un cristiano. E dato che anche il nostro sito fa parte di questo vasto e un po’ pazzo mondo digitale, mi sembrava giusto che il MGO contribuisse con un pezzo a tema estate. Ecco a voi, dunque, le cinque regole d’oro delle vacanze del giovane orionino. Goditi le vacanze. Partiamo dalla base: il riposo è sacro. Non solo perché è necessario,

Buona festa di Pietro e Paolo a tutti! O, se preferite, buona festa del Papa, che tanto siamo sempre lì. Sì perché, lo sappiamo, per noi cattolici – e per noi orionini in particolare – è sempre il momento giusto per parlare del Papa. Ma vi siete mai chiesti perché don Orione fosse così fissato innamorato della figura del Pontefice? Risaliamo alle origini di tutta la faccenda: 1870, due anni prima della nascita di Luigi Orione; le truppe italiane fanno breccia nella mura della città di Roma a Porta Pia,

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