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Alberto Zorzetto

Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Gesù, nel suo ultimo discorso pubblico Ottobre è il mese missionario. Il mese in cui le parrocchie e gli oratori organizzano, tra una processione e un torneo di calcio, astuti stratagemmi per chiedere un po’ di elemosina – in modo elegante, s’intende, ché non siamo mica degli accattoni…

La scuola non serve a imparare il latino o le date, ma l’amore per la ricerca della verità e di ciò che è giusto. Per questo fa paura. Scrip, Twitter Settembre, per molti, è sinonimo di anno che ricomincia. Gli studenti lo sanno meglio di tutti. Si iniziano a elaborare tattiche per accaparrarsi i banchi migliori e i vicini desiderati, qualcuno è ancora alle prese con gli esami di riparazione, altri cercano di prolungare fino all’ultimo il riposo e le vacanze e altri ancora entrano in uno strano stato psicologico

Il mondo del web cattolico (sì, ne esiste uno) si sta riempiendo, in questo periodo di un buon numero di articoli e materiale circa il senso della vacanze per un cristiano. E dato che anche il nostro sito fa parte di questo vasto e un po’ pazzo mondo digitale, mi sembrava giusto che il MGO contribuisse con un pezzo a tema estate. Ecco a voi, dunque, le cinque regole d’oro delle vacanze del giovane orionino. Goditi le vacanze. Partiamo dalla base: il riposo è sacro. Non solo perché è necessario,

Buona festa di Pietro e Paolo a tutti! O, se preferite, buona festa del Papa, che tanto siamo sempre lì. Sì perché, lo sappiamo, per noi cattolici – e per noi orionini in particolare – è sempre il momento giusto per parlare del Papa. Ma vi siete mai chiesti perché don Orione fosse così fissato innamorato della figura del Pontefice? Risaliamo alle origini di tutta la faccenda: 1870, due anni prima della nascita di Luigi Orione; le truppe italiane fanno breccia nella mura della città di Roma a Porta Pia,

Ebbene sì, oggi don Orione compie 147 anni! Una veneranda età, senza dubbio, ma penso possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che li porti ancora molto bene. Oggi, forse, non ci saranno torte con candeline o pacchetti regalo ma questo compleanno verrà ricordato – e in qualche modo celebrato – in moltissimi luoghi in giro per il mondo. Proviamo per un momento a fermarci e a immaginare la scena: centinaia di persone in luoghi diversi che ricordano con affetto il giorno della nascita di un prete nato un secolo e

È sempre difficile trovare le parole giuste per parlare di ciò che, di per sé, sarebbe inesprimibile. Soprattutto se si cerca un modo nuovo per dirle. Questo è il grande dramma che avvolge quel breve ma immenso lasso di tempo che va dalla sera del Giovedì Santo a quella della Domenica di Pasqua. Come parlare di un Dio che ama così tanto le sue creature da mettersi al loro servizio come il più umile dei servi? Come parlare di quel grande mistero che rende un rito antropofago e cannibale il

Penso capiti a molti, almeno una volta, di avere la sensazione che tutto il mondo sia contro di te. Non quando sembra che tutto vada per il verso sbagliato, ma quando si ha l’impressione che tutto e tutti ci stiano accusando e si divertano a ricordarci e a rimarcare i nostri errori; momenti in cui ci si sente ingabbiati nel senso di colpa e di vergogna. Probabilmente, era questa la sensazione che provava la donna del Vangelo di domenica scorsa. Colta in flagrante, si è ritrova circondata da farisei e

È curioso come gli uomini abbiano la capacità di abituarsi a tutto, anche a sentirsi dire che Dio è misericordioso. Non so voi, ma per me è stato questo il rischio mentre ascoltavo il Vangelo di domenica scorsa, il rischio che sapesse di già sentito. E non importa che io stesso abbia fatto più volte sulla mia stessa pelle, nella mia stessa vita, l’esperienza di tornare umiliato dal Padre e di scoprire che era lì ad aspettarmi per potermi riabbracciare. No, c’è il rischio che mi abitui anche a questo,

Questa è l’ultima volta che ti perdono… Di solito, queste parole causano in colui a cui sono rivolte uno strano mix di emozioni, o almeno così capita a me: si parte da un’iniziale sospiro di sollievo, consapevoli di averla scampata bella, quasi subito si instaura un certo senso di gratitudine verso chi ci da questa magnanima concessione, per poi passare al timore di perdere il vantaggio acquisito. Timore che, puntualmente, dura una manciata di giorni, nel migliore dei casi. Poi, salvo rari casi, si ritorna agli stessi comportamenti di prima

Dio ha messo nel mondo abbastanza luce per chi vuole credere, ma ha anche lasciato abbastanza ombre per chi non vuole credere – Blaise Pascal Sarà la primavera che inizia, sarà la stanchezza accumulata nei mesi passati o forse solo il caso che si diverte a farmi uno scherzo, ma per me, questo periodo dell’anno, fin dai tempi del Liceo, è sempre caratterizzato da un generale senso di stanchezza e di poca voglia di mettermi in moto, sia fisicamente che mentalmente. E anche la mia spiritualità ne risente: si appesantisce,

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