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Roberto Luciano

Ricordo molto bene, come se fosse ancora ieri, quella fatidica domenica del 23 febbraio. Io avrei dovuto celebrare la Messa delle ore 18:00 qui in parrocchia a Milano, quando alle ore 17:15 leggo una nota diocesana dal mio smartphone che dice: «Coronavirus. L’Arcivescovo dispone la sospensione delle Messe. La decisione in seguito all’ordinanza del presidente della Regione Lombardia, di concerto con il ministro della Salute, a partire dall’orario vespertino di domenica 23 febbraio fino a data da definirsi. Lunedì 24 verranno fornite ulteriori indicazioni». Doccia fredda. Chiamo subito il parroco,

La testa di Giovanni giaceva sul vassoio portato nella sala del trono da un soldato. Erode era avvezzo al sangue e alle violenze, ma questa morte – da lui decretata – almeno un poco lo turbava. Il profeta era stimato da tanta gente di Israele che non avrebbe apprezzato la decisione di farlo decapitare. Ma a come tenere a bada le proteste Erode avrebbe pensato successivamente; ora doveva riuscire a dimenticare la sua decisione. Come aveva fatto a prendere un impegno così folle? “Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò,

Ciao! Mi presento: sono Giuda, il primogenito di Giacobbe, patriarca del mio popolo che Jawèh chiama Israele; sono il primo di 12 fratelli tutti maschi (poverine le nostre mamme, neanche una femminuccia a cui poter insegnare i mestieri di casa e con cui condividere discorsi al femminile!), destinato ad essere il futuro capofamiglia della mia tribù. Siamo una famiglia “allargata” in quanto mio padre ci ha avuti da quattro donne diverse, cosa che al tempo era prassi comune. Fin da piccolo sono stato cresciuto, così come i miei successivi 9

Spagna, 250 d. C. Vincenzo, dobbiamo andare a preparare per la Messa. È ora. È vero. Tra l’altro oggi dovrebbe arrivare papa Sisto II. Poco dopo… Guarda che bravi giovanotti! Come vi chiamate? Io Lorenzo. Ed io Vincenzo. E che cosa ci fate qui in chiesa? Diamo una mano. Poi, quando c’e bisogno, aiutiamo anche a portare da mangiare a chi è povero e bisognoso. Che bravi! Allora potreste diventare diaconi. A me piacerebbe tanto diventarlo. Anche a me. Lo diventerete. Però occorre fare un passo alla volta. E infatti

Saffira aveva appena finito di piantare alcuni semi nel giardino di casa e stava sistemando gli attrezzi utilizzati. Era quasi sera e di lì a poco sarebbe rientrato il marito: avrebbero cenato per ritirarsi presto. La mattina successiva si sarebbero alzati anche prima del canto del gallo per coordinare il lavoro dei servi dediti alla coltivazione dei campi che da anni producevano abbondanti raccolti. Erano una coppia benestante, avevano da parte un bel gruzzolo che consentiva loro, periodicamente, di acquistare un nuovo campo. Ad ogni acquisto i due coniugi si

Nei giorni dal 21 al 23 Febbraio a Roma nella parrocchia di Ognissanti, noi giovani delle realtà Orionine di Ognissanti e di Selargius abbiamo avuto la possibilità di stare insieme per conoscerci e confrontarci in vista della GMGO di Tortona “Two Flames”. Durante questi giorni abbiamo alternato momenti di gioco con momenti di preghiera e riflessione, fermandoci e pensando al nostro rapporto con Dio e alla collaborazione con gli altri. La prima serata ha visto come argomento la storia di Mario Ivaldi e del suo rapporto con Dio, da cui

Nei giorni dal 21 al 23 Febbraio a Roma nella parrocchia di Ognissanti, noi giovani delle realtà Orionine di Ognissanti e di Selargius abbiamo avuto la possibilità di stare insieme per conoscerci e confrontarci in vista della GMGO di Tortona “Two Flames”. Durante questi giorni abbiamo alternato momenti di gioco con momenti di preghiera e riflessione, fermandoci e pensando al nostro rapporto con Dio e alla collaborazione con gli altri. La prima serata ha visto come argomento la storia di Mario Ivaldi e del suo rapporto con Dio, da cui

Nella Cattedrale di Morelia c’è una statua lignea che ritrae José Sanchez del Rio mentre rotola sotto i colpi dei suoi assassini. Papa Francesco vi ha sostato in preghiera durante il suo viaggio in Messico durante il quale lo ha canonizzato, il 16 ottobre 2016. La sua è una storia di fede e di coraggio. Il quattordicenne messicano morì martire il 10 Febbraio 1928 durante la rivolta dei ‘cristeros’ contro le persecuzioni anticattoliche ordinate dall’allora presidente del Messico Plutarco Elias Calles. Sono gli anni della guerra in nome di “Cristo

Passeggiavo lungo la spiaggia e incontro il profeta Giona, quello spiaggiato, cioè sputato dalla balena (come Pinocchio, ma qui non siamo in una favola).Sono incuriosito e vorrei sapere da lui qualcosa in più della semplice notizia (se mi piacerà faremo un selfie insieme…).Non ha molta voglia di raccontare ma, di fronte alle mie insistenze alla fine si decide ed ecco il suo racconto: “Caro mio, sono un tipo tranquillo per cui non gradisco le sorprese, tanto meno i lavori difficili e faticosi, ancor meno se sono anche rischiosi. Per questo,

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