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AMORE AL PAPA – Papa e mondialità

Don Luciano Mariani missionario orionino e Superiore Delegato della Delegazione malgascia, parla del viaggio di Papa Francesco in Madagascar e dell’incontro avuto con lui. “La mattina del 10 settembre ho avuto la gioia di concelebrare con il Santo Padre nella cappella della Nunziatura ad Antananarivo” riferisce il religioso orionino Don Luciano Mariani, da quasi vent’anni missionario in Madagascar.  “Una Messa, con pochissima gente, con pochissimi preti. Io ero alla sinistra del Santo Padre. Ho portato nella preghiera e ho ricordato tutte le persone che ci sono nella mia vita, la

Buona festa di Pietro e Paolo a tutti! O, se preferite, buona festa del Papa, che tanto siamo sempre lì. Sì perché, lo sappiamo, per noi cattolici – e per noi orionini in particolare – è sempre il momento giusto per parlare del Papa. Ma vi siete mai chiesti perché don Orione fosse così fissato innamorato della figura del Pontefice? Risaliamo alle origini di tutta la faccenda: 1870, due anni prima della nascita di Luigi Orione; le truppe italiane fanno breccia nella mura della città di Roma a Porta Pia,

Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo! Lui è in te, Lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu ti possa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. È questo l’esordio della lunga lettera (che tecnicamente si chiama “esortazione

Si è svolta ieri mattina alle 11.00, presso la stanza dell’ospedale militare di Varsavia dove è ricoverato, l’ordinazione sacerdotale del religioso orionino Michał Łos. A presiedere la celebrazione è stato Mons. Marek Solarczyk vescovo ausiliare di Varsavia-Praga, che ha offerto al suo neo consacrato sacerdote come dono per l’ordinazione, la casula che egli ha indossato durante la Messa conclusiva della Giornata Mondiale della Gioventù 2019 a Panama. Nelle sua brevissima omelia Mons. Solarczyk, rifacendosi alla prima lettura (At 15,22-31), ha evidenziato come la volontà e il gesto di Michał di diventare

Quali sono stati i principali eventi che hanno riguardato i giovani in questo ultimo periodo?Dopo aver vissuto, nell’ottobre scorso, l’esperienza vivace e feconda del Sinodo dedicato ai giovani, abbiamo da poco celebrato a Panamá la 34ª Giornata Mondiale della Gioventù. Due grandi appuntamenti, che hanno permesso alla Chiesa di porgere l’orecchio alla voce dello Spirito e anche alla vita dei giovani, ai loro interrogativi, alle stanchezze che li appesantiscono e alle speranze che li abitano. Parlando di vocazione, spesso si cita il passo del Vangelo in cui Gesù chiama i

Riflessioni sul Sinodo: occasione per cambiare ciò che separa la Chiesa dai giovani Francesco: la speranza ci interpella, ci smuove e rompe il conformismo del “si è sempre fatto così” Il Papa ha esortato a “rovesciare le situazioni di precarietà, di esclusione e di violenza, alle quali sono esposti i nostri ragazzi. I giovani ci chiamano a farci carico insieme a loro del presente con maggior impegno e a lottare contro ciò che in ogni modo impedisce alla loro vita di svilupparsi con dignità. Esigono una dedizione creativa, una dinamica intelligente, entusiasta

L’8 ottobre l’IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) ha pubblicato un report dove ci mette in allerta sul possibile aumento di 1.5 gradi della temperatura media globale nei prossimi 12 anni. Questo aumento, ci spiegano, provocherebbe conseguenze disastrose in tutti gli ambiti.  Il Santo Padre, circa un anno fa, si era già espresso riguardo questo argomento, delineando come dovremmo comportarci di fronte a questo problema. «Dovremmo evitare di cadere in questi quattro atteggiamenti perversi, che certo non aiutano alla ricerca onesta e al dialogo sincero e produttivo sulla costruzione del futuro del

Finalmente è iniziato il Sinodo dei vescovi per i giovani! Dopo mesi di preparazione, il 3 ottobre Papa Francesco ha dato inizio ai lavori: c’è chi spera in un rinnovamento, chi teme che non si concluda nulla, chi vede nel Sinodo un’occasione, chi un rischio da evitare, chi si aspetta più giovani in chiesa, chi meno, chi più anziani, cani, gatti, marziani… Insomma, all’interno della Chiesa – e non solo – gli occhi di molti sono puntati verso questo evento. Per evitare di rimanere invischiati in tanti discorsi inconcludenti, ma soprattutto per essere almeno consapevoli di

Ultima tappa per il Pontefice nei paesi Baltici. «I ragazzi sentono la presenza della Chiesa come fastidiosa e perfino irritante. E questo è vero! Li indignano gli scandali di fronte ai quali non vedono una condanna netta». Il prossimo sinodo avrà anche lo scopo di affrontare questi temi e proporre un cambiamento. Il Papa a Tallinn Il Pontefice esordisce nel suo discorso del 24 settembre in Estonia con parole pesanti e chiare: «Sappiamo – come ci avete detto – che molti giovani non ci chiedono nulla perché non ci ritengono

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