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ANIME ANIME – educati educatori

Messaggio del Rettor Maggiore ai giovani nella festa di Don Bosco  (31 gennaio 2017). Miei cari giovani di tutto il mondo salesiano, care ragazze e cari ragazzi, ricevete il mio saluto di amico, fratello e padre; ve lo rivolgo nel nome di Don Bosco, mentre vengo a voi “bussando alla porta della vostra vita” in occasione della festa del nostro Amato Padre. Qualche giorno fa Papa Francesco ha scritto una lettera ai giovani in occasione della presentazione del documento, che servirà per preparare la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo

<<Signore, fà di me uno strumento>>. Tuonano forti e senza mezzi termini queste parole, stampate sul fronte del nostro diario di bordo a Palermo, secondo fine settimana di Novembre, secondo per la formazione animatori-educatori della zona sud, altro impegno da aggiungere per il nostro movimento, per giovani come noi che hanno deciso di dare più gusto alla propria vita: esserci per gli altri, come simbolo di cambiamento; esserci sotto la stella educativa più brillante del firmamento; brillante come il sorriso di ogni ragazzo e ragazza che si è lasciato coinvolgere

Dall’incontro Io*? tenutosi sabato 12 e domenica 13 novembre a Milano ecco il testo: DA GRANDE VOGLIO FARE L’ASTERISCO, usatelo per riflettere sul vostro essere animatori… Siete ancora punti o siete già asterischi, e se si, siete asterischi di che tipo? Voglio essere un punto fermo col ciuffo sempre in sesto. Voglio spiegare bene le cose che non si capiscono, avere la pazienza di dire che alcune cose significano altre e che non servono le certezze. L’asterisco, sì, perché: non si può? Voglio, con garbo: sia chiaro, allungare i testi

Cari ragazzi, care ragazze,  si ricomincia e la prima nota della sinfonia che aprirà quest’anno è l’appello. Chi lo pronuncia è il maestro di un’orchestra speciale, in cui ognuno suona secondo il suo timbro unico e personale. Lo spartito è la grande armonia che siete chiamati a diffondere nel mondo, come singoli e come gruppo. Verrà pronunciato il vostro nome, come una chiamata, a cui potete rispondere solo voi. Ma “come si fa a vivere la modernità senza fare schifo?” si chiede prosaicamente l’incipit di una canzone, intuendo che una

Cari giovani, siete venuti a Cracovia per incontrare Gesù. E il Vangelo oggi ci parla proprio dell’incontro tra Gesù e un uomo, Zaccheo, a Gerico (cfr Lc 19,1-10). Lì Gesù non si limita a predicare, o a salutare qualcuno, ma vuole – dice l’Evangelista –attraversare la città (cfr v. 1). Gesù desidera, in altre parole, avvicinarsi alla vita di ciascuno, percorrere il nostro cammino fino in fondo, perché la sua vita e la nostra vita si incontrino davvero. Avviene così l’incontro più sorprendente, quello con Zaccheo, il capo dei “pubblicani”,

VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE FRANCESCO IN POLONIA IN OCCASIONE DELLA XXXI GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ  (27-31 LUGLIO 2016) VEGLIA DI PREGHIERA CON I GIOVANI DISCORSO DEL SANTO PADRE Campus Misericordiae, Cracovia Sabato, 30 luglio 2016   Cari giovani, buona sera! E’ bello essere qui con voi in questa Veglia di preghiera. Alla fine della sua coraggiosa e commovente testimonianza, Rand ci ha chiesto qualcosa. Ci ha detto: “Vi chiedo sinceramente di pregare per il mio amato Paese”. Una storia segnata dalla guerra, dal dolore, dalla perdita, che termina con una

Incredulità diffusa, plausibilità del credere, confini porosi, secolarizzazione dolce, ostilità e pretese verso la chiesa, socializzazione religiosa interrotta… sono alcuni dei termini più ricorrenti in questo studio sui giovani che ben rendono ragione del cambio di paesaggio religioso che si sta delineando nel nostro paese. 1. Il trend di maggior rilievo è il forte aumento dei «non credenti» nel mondo giovanile, un fenomeno che si manifesta in forme diverse, componendosi di atei convinti, di indifferenti alla fede religiosa, ma anche di giovani che pur mantenendo un qualche legame con il

GREST. ESTATE RAGAZZI. OREST. Chiamateli come volete, siglateli a vostro piacimento, ma l’esperienza che ormai molti oratorio hanno iniziato è un’occasione fra le più belle e profonde che un educatore può vivere. Lo dico da prete ma anche da educatore che si accorge di arrivare stanco morto la sera ma fortemente ricaricato e pieno di vita. Riflettevo sul fatto che l’esperienza dell’oratorio estivo permette davvero uno sguardo a 360 gradi sull’educazione. Un’educazione che ha diverse caratteristiche: SOCIALE: i genitori di fatto hanno necessità che i loro figli vengano “accuditi” da qualcuno

È il momento del giudizio di maturità. E quindi della crisi, necessaria e feconda, perché crisi è parola che in greco indicava il “giudicare” operato nei campi dai contadini, quando dovevano vagliare il grano e distinguerlo dalla pula (l’involucro del chicco) o dal loglio (la zizzania che imita in tutto e per tutto il grano ma è velenosa), per conservare il primo ed eliminare i secondi. Il primo avrebbe dato farina e pane, il secondo un po’ di fuoco. Per un attimo potremmo provare a pensare a questa maturità non

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