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Da venti anni la reliquia del cuore di Don Orione si trova nel Piccolo Cottolengo di Claypole, in Argentina, dove fu accolta il 29 agosto 2000. Nell’agosto 2000 circa 400 giovani orionini provenienti da Argentina, Paraguay e Uruguay, parteciparono, in Italia, alla XV Giornata Mondiale della Gioventù insieme a Papa Giovanni Paolo II. Percorsero poi l’itinerario orionino attraverso i luoghi in cui il Fondatore visse e iniziò la sua opera.Il 27 agosto nel santuario della Madonna della Guardia di Tortona, durante la Messa che concluse quella indimenticabile esperienza, i giovani sudamericani ebbero

La Famiglia orionina celebra oggi la festa della Madonna della Guardia. A Tortona il 29 agosto di ogni anno, si ripete lo spettacolo di fede popolare in occasione della festa della Madonna della Guardia alla quale partecipano molti orionini, sacerdoti diocesani e tanti fedeli. È questa la festa in cui Don Orione ha impresso la sua impronta carismatica.Quest’anno però la manifestazione sarà diversa dagli altri anni. A causa dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando, infatti, è stata apportata qualche variazioni al programma di questo giorno di festa.Alcune celebrazioni si svolgeranno all’aperto, nel cortile del

Ormai anche i sassi se ne sono convinti: stiamo affrontando un momento epocale. Negli ultimi mesi un po’ tutti hanno cercato di anticipare e presentare la portata storica di ciò che stiamo vivendo. Abbiamo visto scene da film apocalittici, governi messi con le spalle al muro nel tentativo di salvare il salvabile, il coraggio e la meschinità di molti, il meglio e il peggio che l’umanità ha da offrire. In molti hanno tentato di offrire analisi e spiegazioni, psicologi, biologi, economisti, politici, preti, filosofi e improbabili guru, ognuno ha cercato

Ricordo molto bene, come se fosse ancora ieri, quella fatidica domenica del 23 febbraio. Io avrei dovuto celebrare la Messa delle ore 18:00 qui in parrocchia a Milano, quando alle ore 17:15 leggo una nota diocesana dal mio smartphone che dice: «Coronavirus. L’Arcivescovo dispone la sospensione delle Messe. La decisione in seguito all’ordinanza del presidente della Regione Lombardia, di concerto con il ministro della Salute, a partire dall’orario vespertino di domenica 23 febbraio fino a data da definirsi. Lunedì 24 verranno fornite ulteriori indicazioni». Doccia fredda. Chiamo subito il parroco,

di Marina Corradi da Avvenire «Ci vediamo di là». Così è morto di Covid don Cirillo Longo, 95 anni, fondatore del Centro Don Orione di Bergamo. L’ultima foto lo mostra con il respiratore sul volto e il rosario sulla spalla – come i braccianti una volta portavano la zappa, nel rientrare a casa, la sera. «Ci vediamo di là. Non abbiate paura, perché siamo tutti nelle mani di Dio». Sembrano le parole di un vecchio generale a un esercito scompaginato e spaurito. Perché in realtà quanti, fra noi credenti, hanno

La testa di Giovanni giaceva sul vassoio portato nella sala del trono da un soldato. Erode era avvezzo al sangue e alle violenze, ma questa morte – da lui decretata – almeno un poco lo turbava. Il profeta era stimato da tanta gente di Israele che non avrebbe apprezzato la decisione di farlo decapitare. Ma a come tenere a bada le proteste Erode avrebbe pensato successivamente; ora doveva riuscire a dimenticare la sua decisione. Come aveva fatto a prendere un impegno così folle? “Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò,

Ciao! Mi presento: sono Giuda, il primogenito di Giacobbe, patriarca del mio popolo che Jawèh chiama Israele; sono il primo di 12 fratelli tutti maschi (poverine le nostre mamme, neanche una femminuccia a cui poter insegnare i mestieri di casa e con cui condividere discorsi al femminile!), destinato ad essere il futuro capofamiglia della mia tribù. Siamo una famiglia “allargata” in quanto mio padre ci ha avuti da quattro donne diverse, cosa che al tempo era prassi comune. Fin da piccolo sono stato cresciuto, così come i miei successivi 9

Spagna, 250 d. C. Vincenzo, dobbiamo andare a preparare per la Messa. È ora. È vero. Tra l’altro oggi dovrebbe arrivare papa Sisto II. Poco dopo… Guarda che bravi giovanotti! Come vi chiamate? Io Lorenzo. Ed io Vincenzo. E che cosa ci fate qui in chiesa? Diamo una mano. Poi, quando c’e bisogno, aiutiamo anche a portare da mangiare a chi è povero e bisognoso. Che bravi! Allora potreste diventare diaconi. A me piacerebbe tanto diventarlo. Anche a me. Lo diventerete. Però occorre fare un passo alla volta. E infatti

Saffira aveva appena finito di piantare alcuni semi nel giardino di casa e stava sistemando gli attrezzi utilizzati. Era quasi sera e di lì a poco sarebbe rientrato il marito: avrebbero cenato per ritirarsi presto. La mattina successiva si sarebbero alzati anche prima del canto del gallo per coordinare il lavoro dei servi dediti alla coltivazione dei campi che da anni producevano abbondanti raccolti. Erano una coppia benestante, avevano da parte un bel gruzzolo che consentiva loro, periodicamente, di acquistare un nuovo campo. Ad ogni acquisto i due coniugi si

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