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Riflessioni semiserie per impegnarsi seriamente nell’animazione  Composizione di luogo: Oratorio in un primo pomeriggio assolato e tranquillo. Personaggi: Il don: passeggia godendosi il suo “regno” in solitaria, in una pausa post prandiana prima di combattere il solito pomeriggio in trincea tra catechismo, mamme ansiose per il ritiro della prima confessione in programma domenica, educatori del gruppo delle medie in ansia per l’incontro programmato fra due giorni, qualche bullo del quartiere. Altro don: preoccupato di una situazione in oratorio. Ha mangiato in fretta perchè il pomeriggio che gli aspetta è un

Pastorale giovanile: educatori non si nasce, si diventa. La “sana alleanza” tra famiglie, educatori e comunità 16 febbraio 2017  “La cura e l’attesa. Il buon educatore e la comunità cristiana”: è il tema del XV convegno nazionale di pastorale giovanile che si svolgerà a Bologna dal 20 al 23 febbraio. Oltre 650 delegati da tutta Italia si ritroveranno per riflettere sul “ruolo centrale della figura dell’educatore” che, afferma don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, “non è un solitario che va per la sua strada ma

125° dell’apertura dell’Oratorio San Luigi di Tortona 2 febbraio 2017 Festa della Presentazione del Signore al Tempio Carissimi confratelli, Il 3 luglio prossimo si commemora il 125° anniversario dell’apertura dell’Oratorio San Luigi di Tortona. Un avvenimento che celebreremo con molta gioia e in clima di rendimento di grazie al Signore. Lo sappiamo: questa iniziativa è collegata con le origini della nostra grande famiglia religiosa e laicale. La data, tanto cara a tutti, quest’anno acquista anche maggiore rilievo, poiché stiamo vivendo il cammino di preparazione al prossimo Sinodo dei Vescovi che ha per

Messaggio del Rettor Maggiore ai giovani nella festa di Don Bosco  (31 gennaio 2017). Miei cari giovani di tutto il mondo salesiano, care ragazze e cari ragazzi, ricevete il mio saluto di amico, fratello e padre; ve lo rivolgo nel nome di Don Bosco, mentre vengo a voi “bussando alla porta della vostra vita” in occasione della festa del nostro Amato Padre. Qualche giorno fa Papa Francesco ha scritto una lettera ai giovani in occasione della presentazione del documento, che servirà per preparare la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo

Cari ragazzi, care ragazze,  si ricomincia e la prima nota della sinfonia che aprirà quest’anno è l’appello. Chi lo pronuncia è il maestro di un’orchestra speciale, in cui ognuno suona secondo il suo timbro unico e personale. Lo spartito è la grande armonia che siete chiamati a diffondere nel mondo, come singoli e come gruppo. Verrà pronunciato il vostro nome, come una chiamata, a cui potete rispondere solo voi. Ma “come si fa a vivere la modernità senza fare schifo?” si chiede prosaicamente l’incipit di una canzone, intuendo che una

Incredulità diffusa, plausibilità del credere, confini porosi, secolarizzazione dolce, ostilità e pretese verso la chiesa, socializzazione religiosa interrotta… sono alcuni dei termini più ricorrenti in questo studio sui giovani che ben rendono ragione del cambio di paesaggio religioso che si sta delineando nel nostro paese. 1. Il trend di maggior rilievo è il forte aumento dei «non credenti» nel mondo giovanile, un fenomeno che si manifesta in forme diverse, componendosi di atei convinti, di indifferenti alla fede religiosa, ma anche di giovani che pur mantenendo un qualche legame con il

GREST. ESTATE RAGAZZI. OREST. Chiamateli come volete, siglateli a vostro piacimento, ma l’esperienza che ormai molti oratorio hanno iniziato è un’occasione fra le più belle e profonde che un educatore può vivere. Lo dico da prete ma anche da educatore che si accorge di arrivare stanco morto la sera ma fortemente ricaricato e pieno di vita. Riflettevo sul fatto che l’esperienza dell’oratorio estivo permette davvero uno sguardo a 360 gradi sull’educazione. Un’educazione che ha diverse caratteristiche: SOCIALE: i genitori di fatto hanno necessità che i loro figli vengano “accuditi” da qualcuno

Questo video d’apertura resta sempre in cima, perché tutte le volte che ne hai bisogno puoi guardarlo. Ma non fermarti qui: il resto cerco di aggiornarlo periodicamente. Viviamo in un tempo in cui raccontare qualcosa di positivo desta sospetto. Credo che dovremmo abbassare le nostre difese e cercare ciò che in mezzo all’inferno non è inferno, farlo durare e dargli spazio, come dice il Marco Polo creato da uno scrittore a me caro. Questo però richiede coraggio, perché accogliere qualcosa di bello, vero, buono, cioè riconoscerlo come bello, vero, buono, significa

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