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Don Luca Ingrascì ci presenta una sintesi del libro appena pubblicato su questo tema di grande attualità. Quante volte ci sarà capitato di andare al concerto del nostro cantante preferito o di trascorrere qualche ora al pub in centro per bere una birra e fare il tifo per gli amici “cantanti in erba”, e sentire dentro la vibrazione della musica che ti fa ribollire il sangue e ti fa tirare fuori tutta l’adrenalina in corpo!? Oppure di rivivere la gioia di quella canzone che ti riporta a un ricordo, a

Puoi accompagnare la lettura con un sottofondo adatto Sarà che studiare filosofia fa scoppiare il cervello ti permette di avere una visuale più ampia della realtà, o sarà che sto semplicemente invecchiando, ma confesso che da qualche tempo sto iniziando a guardare con speranza verso le nuove generazioni e al mondo di cui mi pare di intravedere l’alba. Ora vi prego, non pretendetemi subito per pazzo, lasciatemi spiegare. So che, ultimamente, guardare al futuro con speranza sia un po’ fuori moda; siamo attorniati da voci che continuamente cercano di ribadire

Chissà cosa troverò? chissà cosa porterò con me quando sarò tornato? chissà se sarà utile o meno? chissà se farò amicizia con qualcuno? Queste sono solo alcune delle domande che, probabilmente, tutti i ragazzi, si sono posti in vista di questo Campo Estivo a Gambarie d’Aspromonte, dove l’essenza di Don Orione assume il ruolo di novello Federico II, mecenate di un Regno delle due Sicilie che unisce animatori da Villagrazia, Palermo, Messina e Reggio Calabria. Un campo che nel giro di poco meno di una settimana (dal 29 Luglio al

Alejandro, un giovane appartenente alla Pia Società di San Gaetano, ci racconta qualcosa della sua vita Parlaci un po’ di te, cosa hai fatto nella vita prima di entrare in seminario, cosa fai adesso?  In Guatemala ho frequentato la scuola magistrale e poi dal lunedì al venerdì insegnavo  in 3 elementare, mentre il fine settimana studiavo pedagogia all’università. Ma poi a 19 anni sono entrato in seminario. Cosa ti ha spinto ad entrare in seminario? Mi ha spinto soprattutto un’inquietudine. Da un paio di anni facevo accompagnamento vocazionale, cioè attraverso

La Congregazione è in festa per il dono di tre nuovi diaconi: Roberto dall’Italia e Pedro dal Brasile (ordinati ieri) e Flaviu dalla Romania (ordinato il 1 dicembre). Oggi vi offriamo questo bel testo su cui meditare! Voglio fare una scommessa con te! La gratuità è parola bella, di cui possiamo anche riempirci la bocca… ma è lontanissima dai nostri modi di fare quotidiani. Quando faccio qualcosa, ho diritto alla ricompensa o almeno la devo cercare e aspettare, perché queste sono le regole normali del mercato della nostra vita. […]

L’abbiamo conosciuto con Sider, l’abbiamo festeggiato a Tortona, ora è arrivato il momento di viverlo. Quest’anno scopriremo come vivere Don Orione, perché se: Vivo Don Orione, Don Orione è vivo!           Questa è la strada che proveremo a percorrere insieme quest’anno. Sparsi nelle nostre realtà ma uniti da unico grande fuoco, diventiamo famiglia scoprendo come e dove vive Don Orione oggi, cosa possiamo fare noi per essere inondati dal suo coraggio. Eccoci ad oggi! Mentre inizia la strada dell’avvento, inizia anche il cammino per scoprire, oltre alle

Un anno dedicato ai giovani della Famiglia Orionina, per riaccendere la fede e riscoprire la missione: “Vivere ogni incontro con gli altri sempre sotto il segno della carità”. È l’invito che la Famiglia Carismatica Orionina rivolge ai giovani e ai responsabili della pastorale giovanile, in una lettera pubblicata oggi, in occasione dell’apertura del Sinodo dei Vescovi sui giovani. L’Anno dei Giovani Orionini si estenderà dal prossimo 1 giugno 2019 fino al 30 giugno 2020, con il tema “Ascoltare, discernere e vivere la missione”. Il desiderio è proseguire il cammino che

Già l’idea che qualcuno ti pensi porta in sé la declinazione più concreta dell’amore. Inoltre, l’idea che ti tenga nella mente guardando a ciò che di più sconfinato e meraviglioso esiste, il cielo e le stelle, significa che quel qualcuno ha associato NOI a qualcosa di meraviglioso. “Ho davanti a me lo splendore, la sconfinatezza, le infinite possibilità, la luce, la rotta, la direzione… E penso a voi!” Questo è quanto successo alla Festa Nazionale dei Giovani del 2 aprile: dare forma a questa frase e viverla sulla pelle. Sentire

Vi aspettiamo il 2 Aprile a Tortona – così insieme potremmo dire proprio come Don Orione: “chi è più felice di noi?”. Questa frase è tratta da uno dei suoi scritti parlando del Piccolo Cottolengo. Al tempo era una sfida (ma forse lo è ancora oggi), cioè riuscire ad essere felici anche quando la vita si fà servizio e fatica? Secondo Don Orione SI. Il Piccolo Cottolengo è costruito sulla fede e vive sul frutto d’una carità inestinguibile. Al Piccolo Cottolengo si vive allegramente: si prega, si lavora, nella misura

Pastorale giovanile: educatori non si nasce, si diventa. La “sana alleanza” tra famiglie, educatori e comunità 16 febbraio 2017  “La cura e l’attesa. Il buon educatore e la comunità cristiana”: è il tema del XV convegno nazionale di pastorale giovanile che si svolgerà a Bologna dal 20 al 23 febbraio. Oltre 650 delegati da tutta Italia si ritroveranno per riflettere sul “ruolo centrale della figura dell’educatore” che, afferma don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, “non è un solitario che va per la sua strada ma

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