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125° dell’apertura dell’Oratorio San Luigi di Tortona 2 febbraio 2017 Festa della Presentazione del Signore al Tempio Carissimi confratelli, Il 3 luglio prossimo si commemora il 125° anniversario dell’apertura dell’Oratorio San Luigi di Tortona. Un avvenimento che celebreremo con molta gioia e in clima di rendimento di grazie al Signore. Lo sappiamo: questa iniziativa è collegata con le origini della nostra grande famiglia religiosa e laicale. La data, tanto cara a tutti, quest’anno acquista anche maggiore rilievo, poiché stiamo vivendo il cammino di preparazione al prossimo Sinodo dei Vescovi che ha per

Dall’incontro Io*? tenutosi sabato 12 e domenica 13 novembre a Milano ecco il testo: DA GRANDE VOGLIO FARE L’ASTERISCO, usatelo per riflettere sul vostro essere animatori… Siete ancora punti o siete già asterischi, e se si, siete asterischi di che tipo? Voglio essere un punto fermo col ciuffo sempre in sesto. Voglio spiegare bene le cose che non si capiscono, avere la pazienza di dire che alcune cose significano altre e che non servono le certezze. L’asterisco, sì, perché: non si può? Voglio, con garbo: sia chiaro, allungare i testi

Roma, 17-18 settembre “Sider-penso a voi guardando le stelle”: questo il titolo del convegno di Pastorale Giovanile tenutosi nella casa orionina di Monte Mario. Alla presenza del provinciale don Aurelio Fusi, del consigliere generale don Fernando e dei consiglieri don Maurizio Macchi e don Leonardo Verrilli, oltre 70 – tra giovani e meno giovani – si sono riuniti per parlare e confrontarsi su tematiche importanti riguardanti la gioventú d’oggi. Nei due giorni, diverse sono state le figure che hanno accompagnato i partecipanti nella riscoperta delle radici della pastorale giovanile orionina,

Cari ragazzi, care ragazze,  si ricomincia e la prima nota della sinfonia che aprirà quest’anno è l’appello. Chi lo pronuncia è il maestro di un’orchestra speciale, in cui ognuno suona secondo il suo timbro unico e personale. Lo spartito è la grande armonia che siete chiamati a diffondere nel mondo, come singoli e come gruppo. Verrà pronunciato il vostro nome, come una chiamata, a cui potete rispondere solo voi. Ma “come si fa a vivere la modernità senza fare schifo?” si chiede prosaicamente l’incipit di una canzone, intuendo che una

Ehi, io sono pronta e tu? Sto per uscire di casa. Fammi fare un’ultima controllata generale e poi possiamo andare. Mi sembra ci sia proprio tutto… Lo ZAINO è fatto, è chiuso. Dentro penso di averci messo tutto – e forse addirittura troppo – ma poco importa: il peso sulle spalle mi ricorderà chi sono e da dove vengo, l’attrito degli spallacci la mia fragilità, la cinta lombare, invece, la certezza che non sono sola nel cammino e che c’è qualcuno disposto a condividere con me la fatica. Sì, lo

Incredulità diffusa, plausibilità del credere, confini porosi, secolarizzazione dolce, ostilità e pretese verso la chiesa, socializzazione religiosa interrotta… sono alcuni dei termini più ricorrenti in questo studio sui giovani che ben rendono ragione del cambio di paesaggio religioso che si sta delineando nel nostro paese. 1. Il trend di maggior rilievo è il forte aumento dei «non credenti» nel mondo giovanile, un fenomeno che si manifesta in forme diverse, componendosi di atei convinti, di indifferenti alla fede religiosa, ma anche di giovani che pur mantenendo un qualche legame con il

Da anni conosciamo dell’esistenza del Movimento Giovanile Orionino… “Il Movimento Giovanile Orionino che dal 2006, anno del Forum dei Giovani Orionini di Rio de Janeiro, si sta sviluppando in modo sempre più dinamico, rappresenta oggi uno spazio speciale, dove i giovani imparano a conoscere se stessi, a crescere e a prendere in mano le redini della propria vita.” ma questo insieme di giovani ha un GROSSO problema, si chiama MOVIMENTO. Questo implica un moto, uno spostamento, un dispendio di energie continuo, perchè questa idea di MOVIMENTO è e sarà sempre

È mattina presto ed il rumore del mercato rionale che si sveglia mi costringe ad alzarmi dal letto. Sarà una delle tante giornate di oratorio estivo e tutto dev’essere preparato al meglio; così la prima cosa che faccio è il controllo delle pattumiere, tante e colorate, sparse per il cortile. I sacchi son pieni di miriadi di cose, dalle più normali alle più stravaganti. Mentre faccio il meccanico e ripetitivo gesto di alzare il sacco e buttarlo nel cassone più grande, dove tutti i rifiuti si mescolano, penso alla pastorale

Papa Francesco ha incontrato i giovani davanti al Centro Culturale P. Félix Varela dell’Avana, una delle poche realtà ecclesiali a Cuba che forma il laicato secondo gli insegnamenti sociali della Chiesa. Anche con i giovani il Papa ha messo da parte il discorso preparato e ha parlato a braccio. Rispondendo a un giovane che ha detto di sognare una Cuba migliore ha citato uno scrittore latino-americano che dice: le persone hanno due occhi, uno di carne e uno di vetro. Con l’occhio di carne vediamo quello che guardiamo. Con l’occhio

José María del Corral non può scordare l’immagine dell’arcivescovo con la pala in mano. Era il 29 marzo 2000, una bella mattina di fine autunno (australe). Jorge Mario Bergoglio aveva convocato in Plaza de Mayo una folla di differenti fedi e culture. E soprattutto loro: alunni e docenti di vario ordine e grado. Sotto quegli occhi divertiti, il cardinale avrebbe piantato, pochi minuti dopo, l’ulivo della pace. Una pace disse, rivolto a educatori ed educandi, che è flusso creativo di vita e speranza. Quel giorno, l’allora arcivescovo Bergoglio piantò, insieme

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